Giornata contro l’omofobia a Rovereto

Nell’ambito della manifestazione LIBERI-LIBERE DI ESSERE che si svolgerà in Trentino dal 12 al 19 maggio per celebrare la IX Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, il gruppo di Trento di Amnesty International parteciperà allo spettacolo di Teatro dell’oppresso: “Scusi lei non può rimanere qui”, a cura della compagnia L’altra faccia del dado.

L’evento si terrà il 17 Maggio a Rovereto (TN) presso la Sala Filarmonica, Corso Rosmini 78, alle ore 21.00.

Quest’anno Amnesty International ha deciso di dedicare la giornata ai crimini d’odio e alla violenza contro le persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender/Transessuali, Intersessuati) in Sudafrica.

Nonostante le protezioni istituzionali adottate dal governo per la tutela delle vittime di omofobia e transfobia, in Sudafrica i crimini d’odio e gli episodi di violenza nei confronti di persone a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere sono molto diffusi. Questo stato di cose è aggravato dalla mancanza di indagini da parte della polizia, aumentando sia il clima di impunità che il senso di insicurezza tra le persone Lgbti.

Amnesty International vuole portare la propria solidarietà agli organizzatori dei Pride, agli attivisti e alle organizzazioni Lgbti, affinché continuino a lottare contro la discriminazione e la violenza.

Nel corso della serata saranno prese in analisi le forme di omofobia sul territorio italiano, la mancanza di una legislazione penale adeguata che tuteli le vittime di discriminazione per l’orientamento sessuale e le posizioni che Amnesty International ha preso a riguardo.

Il gruppo di Trento sarà presente nell’atrio del teatro per raccogliere firme e i vostri messaggi di solidarietà per il Sudafrica.

Per visualizzare la locandina, fare click qui

A nudo

Giovedì 16 maggio alle ore 21 presso lo Spazio Off, Via Venezia 5 (Trento), avrà luogo lo spettacolo “A NUDO” in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia; suggestioni da “Brokeback Mountain” di A.Proulx, di e con Davide Cuccuru, progetto luci di Marco Ferrero, collaborazione alla messa in scena Maurizio Babuin.
Il gruppo di Amnesty Trento sarà presente con un tavolino di raccolta firme e fondi.
Info e prenotazioni: 333 27 53 033 – info@spaziooff.com
Per i soci Amnesty il biglietto è ridotto (8 euro).

Buone notizie Maggio (2)

Uzbekistan – Il 19 aprile 2013 lo scrittore 72enne Mamadali Makhmudov è stato rilasciato dopo aver terminato di scontare la pena iniziale di 14 anni in carcere in condizioni crudeli, disumane e degradanti. Era stato condannato nell’agosto 1999 per aver tentato di sovvertire l’ordine costituzionale, formato un gruppo criminale e aver fondato organizzazioni politiche e religiose vietate. Tre settimane prima della fine della pena, era stato condannato ad altri tre anni di carcere per violazione della disciplina carceraria, che grazie agli ulteriori appelli internazionali gli sono stati condonati.
Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.

Campagna “Io pretendo dignità”

Papua Nuova Guinea – A seguito di un’azione urgente di Amnesty International, il 29 aprile 2013 le forze di polizia hanno finalmente liberato tre donne catturate all’inizio del mese da una banda criminale che le accusava di stregoneria. Il primo ministro ha anche annunciato l’intenzione di abrogare la legge sulla stregoneria del 1979, grazie alla quale in questi anni è stata condotta una vera e propria “caccia alle streghe” i cui responsabili hanno largamente beneficiato dell’impunità.

Buone notizie Maggio (1)

Prigionieri di coscienza 



Qatar – I due attivisti Muhammad Issa al-Baker e Mansour bin Rashed al-Matroushi sono stati rilasciati il 18 aprile 2013 a seguito di un’azione urgente di Amnesty International. Erano stati arrestati il 22 marzo e sono rimasti in carcere per 28 giorni senza accusa né processo.

Campagna “Io pretendo dignità”



Nazioni Unite – Il 5 maggio 2013 è entrato in vigore il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Esso prevede che una persona possa chiedere giustizia alle Nazioni Unite qualora i suoi diritti (tra cui quelli a un alloggio adeguato, al cibo, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, alla salute, al lavoro, alla sicurezza sociale e all’istruzione) siano violati e il governo nazionale non fornisca riparazione. Sono 10 i paesi che hanno ratificato il Protocollo, tra cui Slovacchia, Spagna e Portogallo. Altri paesi lo hanno firmato ma non ratificato, come Belgio, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda e Slovenia.



Italia – Il 2 maggio 2013 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato  il 15 febbraio 2012  dal governo italiano, con il quale si richiedeva di cassare la sentenza del Consiglio di Stato che nel novembre 2011 aveva dichiarato l’illegittimità della cosiddetta “emergenza nomadi”  sul territorio italiano.

Il femminicidio è un’emergenza – lettera appello alla presidente Boldrini

Riceviamo e pubblichiamo solidali con la causa.

Ciao a tutte e tutti,

settimana scorsa ci sono stati altri due femminicidi (ex compagni che hanno sparato a donne “colpevoli” di aver interrotto una relazione in cui non riuscivano più a stare). Uno dei due assassini era stato segnalato dalla vittima per stalking e chiamato dai carabinieri per una “ramanzina”, ciononostante ha ottenuto poco dopo il porto d’armi. Con quella pistola le ha sparato alla nuca pochi giorni dopo.

Un avvocato di Pesaro ha pagato un sicario perché sfigurasse con l’acido la sua ex, probabilmente la donna perderà la vista.

La statistica, impietosamente, ci dice che questa settimana toccherà ad altre due donne subire violenza mortale da compagni, mariti, fidanzati o ex.

La presidente della Camera ha scritto sabato 20 aprile al Corriere della Sera parlando di “urgenza non rinviabile”, trovate la lettera sulla pagina FB di Boldrini.

Ho pensato di esprimere a Boldrini il mio appoggio, le ho scritto il testo che vi inoltro.

Se condividete la mia preoccupazione, potete fare altrettanto e dirlo ai vostri amici e alle vostre amiche.

L’indirizzo di Boldrini è http://presidente.camera.it/presidente17/browse/21

Alba

Onorevole Boldrini,

mi rivolgo a Lei che a pochi giorni dall’elezione a Presidente della Camera ha avuto la sensibilità di affrontare in una lettera pubblica il tema della violenza di genere per chiedere che:

1) favorisca un dibattito pubblico più ampio possibile attorno a questo tema, spesso relegato a banale fatto di cronaca

2) l’educazione al rispetto tra donne e uomini venga trattata nella scuola  fin dalle elementari e non lasciata all’iniziativa di insegnanti volonterosi/e

3) il personale scolastico, sanitario e delle forze dell’ordine venga adeguatamente formato con il contributo sostanziale delle donne che già da tempo si occupano di violenza di genere; in particolare, è fondamentale che le forze dell’ordine segnalino ai servizi sociali tutti i casi di violenza di genere, in modo che le vittime possano essere adeguatamente sostenute e accompagnate nel percorso di denuncia

4) vengano previste norme di controllo più severe nella concessione del porto d’armi a uomini segnalati per casi di stalking

Come Lei, ritengo che, tra le tante emergenze che il Paese si trova ad affrontare, questa meriti un’attenzione prioritaria perché sulla capacità di costruire relazioni rispettose tra donne e uomini si fonda la serenità delle cittadine e dei cittadini di oggi e di domani.

Cordialmente

Alba Bonetti

foto da polisblog.it

foto da polisblog.it

 

Buone notizie Aprile (2)

Sudan – Il 2 aprile 2013 Abdulaziz Khaled, Entisar al-Agali, Hisham al-Mufti, Abdulrahim Abdallah, Mohammed Zain Alabidein, Youssef al-Kauda e Hatim Ali, sette esponenti politici e attivisti dell’opposizione, sono stati rilasciati a seguito di un’amnistia decretata dal governo. Amnesty International li aveva adottati come prigionieri di coscienza.

Pena di morte

Pakistan – Il 3 aprile 2013 una corte d’appello ha annullato la condanna a morte di Younis Masih, un cristiano arrestato nel 2005 a Lahore condannato a morte nel maggio 2007 per “blasfemia”. Masih è tornato libero il giorno stesso.

Diario semiserio dell’Assemblea Generale di Amnesty International – sezione italiana (parte seconda)

26 aprile 2013 Buongiorno! Ieri abbiamo fatto mezzanotte alla presentazione dei candidati. Candidato presidente (Marchesi) e i candidati al CD (comitato direttivo) sono tutte persone in gamba e con esperienza. Sono 9 e solo 7 entreranno nel CD. Ogni socio ha due voti. Sarà difficile scegliere. Alberto sta per finire il suo mandato nel CD e la circoscrizione Veneto Trentino Alto Adige non ha proposto candidati. Peccato, era utile avere qualcuno che ti racconta le cose “dall’interno”. Intanto Sofia e’ entrata nella commissione elettorale. Avrà un sacco di lavoro, speriamo che il gruppo sia simpatico. “Quando ho trovato Amnesty e’ come se avessi trovato la strada della mia vita”, così ci ha detto Vera Zeni, una delle prime socie fondatrici di AI Italia. Abbiamo conosciuto Lilia Sommani, Lydia Mazzotti, Vera Zeni, tre signore che sono in AI Italia dall’inizio. Pomeriggio. Silenzio! parla Pietro Antonioli, presidente IEC (Comitato Esecutivo Internazionale). Parla del Piano di transizione globale. In parole povere si tratta del piano di sviluppo di AI nel Sud del mondo investendo sempre piu’ risorse umane e finanziarie in questo progetto. Per farci capire come stanno le cose ci ha fatto vedere una interessante carta del mondo in cui i vari continenti sono più o meno “grassi” o “magri” a seconda del numero di abitanti. L’Australia e il Canada praticamente spariscono, l’India e la Cina sono particolarmente “grasse”. E infatti l’India, ad esempio, e’ stata individuata come una delle nazioni dove investire per sviluppare AI. Brasile, Russia, Cina , Sudafrica, Messico… Sono altri paesi in cui si prevede uno sviluppo mantenendo però gli standard abituali di AI: ricerca e analisi legale, coerenza, impatto sui governi. Sono previsti 10 nuovi hubs regionali in pochi anni (dall’intervento di Richard Eastmond del Segretariato Internazionale). Ora sono finite le relazioni e si va a lavorare nei gruppi di lavoro. Gruppo sulle strategie dell’Attivismo. Si parla del documento “Strategia attivismo 2013-2017″ Non c’è crisi di partecipazione ma crisi di strutture dice Fabio Ciconte (responsabile ufficio Attivismo). Come rendere più bella la vita dell’attivista? – Dice sempre Ciconte. Bel problema! Ma forse ci interessa di piu’ rendere meno brutta la vita di qualcun altro – penso io. Finalmente! Il gruppo di lavoro ha cominciato a lavorare anche sulle circoscrizioni e soprattutto sui gruppi. Ci sono alcune proposte interessanti, altre che mi convincono meno (ve ne parlerò). Serata di danze gitane con il gruppo di Alexian Santino Spinelli. Tutti a ballare. E finalmente a nanna. Sofia ha fatto le 3 di mattina con lo spoglio delle schede. È poi c’è stata anche Arianna che non la voleva far entrare in camera. (Fine seconda puntata).