Buon compleanno, Amnesty!

Il 28 maggio 1961 compariva sul quotidiano inglese The Observer l’articolo The Forgotten Prisoners (I prigionieri dimenticati). L’articolo denunciava le persecuzioni subite da chi semplicemente si esprimeva in maniera libera e sollecitava una mobilitazione dell’opinione pubblica. La reazione in seguito alla pubblicazione dell’articolo dava l’avvio alle attività di Amnesty International.

Sono passati 52 anni da quel giorno e tante cose sono cambiate nel mondo, ma l’attività di Amnesty International rimane necessaria per lottare contro le violazioni dei diritti umani e dare speranza alle persone che le subiscono.

La settimana scorsa e’ stato presentato il Rapporto Annuale 2013. La mancanza d’azione a livello globale in favore dei diritti umani sta rendendo il mondo sempre più pericoloso per i rifugiati e i migranti. È questo il messaggio diffuso da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto annuale 2013, che descrive la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori, nel periodo tra gennaio e dicembre 2012.

Ne approfittiamo per ricordare che domani 29 maggio 2013 alle ore 17 presso il giardino del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento si svolgerà l’iniziativa Diritti Umani Negati in Italia. Amnesty incontra l’Università

Diario semiserio dell’assemblea generale – sezione Italia (parte terza)

27 aprile 2013. Oggi si comincia, con calma dopo le 9.30 con le votazioni delle mozioni statutarie. Elezioni. Presidente con tantissimi voti Antonio Marchesi, nuovo presidente di AI Italia. Tesoriere: Pasquale Quitadamo. Sono stati eletti nel CD: Paolo Pignocchi, Ammar Kharrat, Sonia Forasiepi, “Ela” Rotoli, Cecilia Nava, Paolo Pobbiati, Egidio Grande. “Quello che mi piace di Amnesty e’ la capacita’ di mettere insieme l’utopia e il pragmatismo” dice Antonio Marchesi nel ringraziare l’assemblea per l’elezione. Finisco qui così avete il CD in anteprima.

Cecilia

Diario semiserio dell’Assemblea Generale di Amnesty International – sezione italiana (parte seconda)

26 aprile 2013 Buongiorno! Ieri abbiamo fatto mezzanotte alla presentazione dei candidati. Candidato presidente (Marchesi) e i candidati al CD (comitato direttivo) sono tutte persone in gamba e con esperienza. Sono 9 e solo 7 entreranno nel CD. Ogni socio ha due voti. Sarà difficile scegliere. Alberto sta per finire il suo mandato nel CD e la circoscrizione Veneto Trentino Alto Adige non ha proposto candidati. Peccato, era utile avere qualcuno che ti racconta le cose “dall’interno”. Intanto Sofia e’ entrata nella commissione elettorale. Avrà un sacco di lavoro, speriamo che il gruppo sia simpatico. “Quando ho trovato Amnesty e’ come se avessi trovato la strada della mia vita”, così ci ha detto Vera Zeni, una delle prime socie fondatrici di AI Italia. Abbiamo conosciuto Lilia Sommani, Lydia Mazzotti, Vera Zeni, tre signore che sono in AI Italia dall’inizio. Pomeriggio. Silenzio! parla Pietro Antonioli, presidente IEC (Comitato Esecutivo Internazionale). Parla del Piano di transizione globale. In parole povere si tratta del piano di sviluppo di AI nel Sud del mondo investendo sempre piu’ risorse umane e finanziarie in questo progetto. Per farci capire come stanno le cose ci ha fatto vedere una interessante carta del mondo in cui i vari continenti sono più o meno “grassi” o “magri” a seconda del numero di abitanti. L’Australia e il Canada praticamente spariscono, l’India e la Cina sono particolarmente “grasse”. E infatti l’India, ad esempio, e’ stata individuata come una delle nazioni dove investire per sviluppare AI. Brasile, Russia, Cina , Sudafrica, Messico… Sono altri paesi in cui si prevede uno sviluppo mantenendo però gli standard abituali di AI: ricerca e analisi legale, coerenza, impatto sui governi. Sono previsti 10 nuovi hubs regionali in pochi anni (dall’intervento di Richard Eastmond del Segretariato Internazionale). Ora sono finite le relazioni e si va a lavorare nei gruppi di lavoro. Gruppo sulle strategie dell’Attivismo. Si parla del documento “Strategia attivismo 2013-2017″ Non c’è crisi di partecipazione ma crisi di strutture dice Fabio Ciconte (responsabile ufficio Attivismo). Come rendere più bella la vita dell’attivista? – Dice sempre Ciconte. Bel problema! Ma forse ci interessa di piu’ rendere meno brutta la vita di qualcun altro – penso io. Finalmente! Il gruppo di lavoro ha cominciato a lavorare anche sulle circoscrizioni e soprattutto sui gruppi. Ci sono alcune proposte interessanti, altre che mi convincono meno (ve ne parlerò). Serata di danze gitane con il gruppo di Alexian Santino Spinelli. Tutti a ballare. E finalmente a nanna. Sofia ha fatto le 3 di mattina con lo spoglio delle schede. È poi c’è stata anche Arianna che non la voleva far entrare in camera. (Fine seconda puntata).

Diario semiserio dell’Assemblea generale (d’ora in poi AG) di Amnesty International – sezione italiana

Roma, 25-27 aprile 2013

25 aprile. Buona festa della Resistenza!!!

Alberto e Cecilia. In viaggio x Roma verso l’AG 2013. Lettura delle mozioni. Che emozioni! Va beh, però leggerle tutte di fila e’ un’ impresa notevole. Quasi tutte sono di modifica allo statuto, faccende di “ingegneria istituzionale” nelle quali ci siamo imbarcati da qualche anno. Riforma della governance. Abbastanza per addetti ai lavori. Non siamo ancora arrivati a discutere dei gruppi e dell’attivismo, questioni che ci toccano più da vicino. Mozioni dell’Internazionale. Viva il Perù e viva la Svizzera! Hanno presentato due mozioni per ampliare il lavoro che Amnesty gia’ fa sui diritti economici, sociali e culturali, una sull’accesso all’acqua e ai servizi igienici e una sull’accesso all’acqua e al cibo. E qui si capisce perché è bello far parte di AI. Perché si lavora a favore dei diritti concreti della gente non in maniera dilettantesca, ma seria e professionale. Ci piace.
E intanto Christa, la responsabile del gruppo di Bolzano, dorme nell’altra carrozza.

Ore 15,15
La XXVIII Assemblea e’ cominciata. Stiamo ascoltando Beatriz Carillo. È una gitana che viene dall’Andalusia. Ci sta parlando dell’esclusione del popolo Rom in Europa. Mi piace la loro bandiera: azzurro come il cielo, verde come la terra, la ruota che simboleggia la libertà. I Rom vogliono giustizia non solidarietà.
Intanto aspettiamo Sofia.
Ore 16. Sofia e’ arrivata nel frattempo. Sempre da Beatriz: nessuna donna gitana e’ stata uccisa dal proprio marito.
E non sembra proprio poco.
Nessun pausa, avanti tutta.
Parla Christine Weise.
Amnesty ha definito una vergogna la grazia concessa a Joseph Romano da parte di Napolitano.
Dal 2014. Tra l’altro Due campagne mondiali. Una contro la tortura. Seconda “My Body, My rights” sui diritti sessuali e riproduttivi.
Relazione della tesoriera. Sempre chiara, sono sicura che ne sentiremo la mancanza. Comunque abbiamo debiti, non c’è niente da fare. Però ci sono anche le buone notizie: nel 2012 i soci sono aumentati del 2%.
Anche i morti ci stanno dando una grossa mano (parlo dei lasciti). Risultati straordinari li ha definiti Maria Cristina.
Continuano le relazioni. Non è prevista la pausa. Aiuto! Vado a fare una ricognizione nei dintorni dell’albergo. Il deserto dei tartari e’ più animato! Ci sono solo villette. Toccherà essere diligenti e partecipare intensamente all’assemblea.
A qualcuno non piace Barbara D’Urso (testimonial di AI).Boh, con Sofia e Christa abbiamo controllato su Wikipedia. E allora? Cos’ha che non va?
Ecc. Ecc.
Buona notte

26 marzo 2013: Gli altri sguardi della legge

Precious, preziosa. Come una figlia, come la dignità umana. Il film che il gruppo ELSA ha scelto per lo scorso martedì 26 marzo ha molte storie da raccontare, le quali convivono nella sola persona della protagonista. E’ la storia di questa ragazzina, Precious, che intraprende un percorso a dir poco emancipatorio. Subisce violenze verbali e fisiche in famiglia (il padre ne abusa sessualmente più volte e la madre ignora il fatto accusandola inoltre di essere la causa della rovina del suo matrimonio) a noi descritte attraverso l’occhio di Lee Daniels, il regista. Precious vive i luoghi più duri della città di New York, dal ghetto alla casa della madre, agli uffici degli assistenti sociali. Ma ce n’è uno che, nella tristezza dei personaggi che la abitano, riesce a darle gli strumenti per uscire dalla condizione degradante nella quale questa ragazzina è cresciuta: la scuola. Attraverso la scrittura, e un’insegnante combattiva, Precious acquisisce sicurezza, determinazione e soprattutto riceve affetto. Solo grazie a questi elementi, la protagonista sedicenne costruisce il coraggio che le servirà poi per non farsi più schiacciare da nessuno.

Al termine della serata, noi del gruppo Amnesty di Trento abbiamo avuto la possibilità di portare alcune testimonianze di diritti umani negati dal mondo. A introdurci, un intervento della professoressa Luisa Antoniolli, docente di Istituzioni di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Trento e componente del Centro Studi Interdisciplinari di Genere. La sua analisi ha pienamente centrato il disagio complessivo che questa ragazza incarna: quello delle discriminazioni multiple. Precious è un’adolescente afroamericana che vive a Harlem, famoso quartiere della periferia newyorkese. E’ obesa, è femmina, è minorenne, è non-bianca, è povera. Come la professoressa ha sottolineato, i livelli di discriminazione rappresentati dal personaggio sono stratificati, e non basterebbe una sola fonte di diritto per riuscire a superarli. Il lavoro che la società deve fare per recuperare e sostenere persone come Precious richiede uno sforzo collettivo che andrebbe fatto soprattutto ex ante.

A seguire, sono intervenuti Francesco Bridi (di cui qui il resoconto dettagliato dell’intervento – link) e Niccolò Da Ronco, attivisti del gruppo Amnesty di Trento. La loro riflessione ha riguardato in particolare i diritti dei minori, e sono state elencate alcune aree dove Amnesty International è al momento impegnata sia per quanto riguarda la sensibilizzazione dei governi, sia per quanto riguarda la pressione nei loro confronti affinché vengano adottate misure meno coercitive nei confronti dei minori: Sierra Leone, Slovenia, Palestina, Bahrein, Maldive.

Si è parlato di diritto alla libertà di vivere un’infanzia serena, al di fuori di condizioni inumane e degradanti. E’ stato sollevato ancora una volta il tema delle mutilazioni genitali, le cui vittime sono giovani donne; i casi di Palestina e Slovenia invece hanno ricordato quanto è importante il diritto all’istruzione, senza che questo debba riprodurre dei meccanismi di discriminazione al suo interno.

Al termine della serata, al nostro banchetto sono state raccolte numerose firme per le azioni riguardanti Maldive e Colombia: il primo caso riguarda una ragazza, vittima di stupro da parte del padre e accusata del reato di fornicazione. Il presidente maldiviano ha prontamente preso le difese della giovane, così come di chiunque subisca questo genere di violenza. In ogni caso, Amnesty International chiede al governo l’abrogazione immediata della legge che prevede la fustigazione per il reato di fornicazione. Anche per quanto riguarda il caso colombiano l’attenzione è rivolta al tema della giustizia. Viene infatti chiesto al presidente Santos che venga fatta luce sugli abusi compiuti contro la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò.

Qui sotto i link alle petizioni

Colombia

Maldive

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