Buone notizie – Maggio 2014 (4)

Prigionieri di coscienza

Repubblica popolare cinese – Liu Hua, attivista anti-corruzione, č stata rilasciata il 17 aprile 2014 dopo aver trascorso 37 giorni in un campo per la rieducazione attraverso il lavoro per “aver provocato disordini”. Amnesty International, che anche in questo caso aveva diramato un’azione urgente per chiederne il rilascio, segue Liu Hua dal 2006, l’anno in cui l’attivista iniziň a scontare periodi successivi di rieducazione attraverso il lavoro per aver denunciato la corruzione nel suo villaggio, Zhangliangbao e in seguito per aver denunciato le torture subite in un documentario sul campo di Masanjia che ha fatto il giro del mondo.

Diritti economici, sociali e culturali

Belgio – Il 20 maggio 2014 il parlamento belga ha ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che consente di richiedere un rimedio legale a coloro i cui diritti siano stati negati e che non possono ottenere giustizia nei loro paesi. Il numero delle ratifiche sale cosě a 14. In Europa, oltre al Belgio, il Protocollo č stato ratificato da Bosnia ed Erzegovina, Finlandia, Montenegro, Portogallo, Slovacchia e Spagna.

 

“Tortura, 30 anni di impegni non mantenuti”: la denuncia di Amnesty

A 30 anni dall’approvazione della Convenzione contro la tortura da parte dell’ONU, la tortura, seppur proibita sulla carta, è ancora ampiamente praticata. Amnesty International negli ultimi 5 anni ha, infatti, riscontrato casi di tortura in 141 paesi del mondo.

La tortura rimane una spaventosa realtà dei nostri giorni, sommessamente giustificata dai governi in nome della lotta al terrorismo, della preservazione della sicurezza nazionale e internazionale.

Secondo un sondaggio commissionato da Amnesty a GlobeScan, il 44% degli intervistati pensa che se fosse arrestato nel suo paese, rischierebbe di essere torturato. L’82% ritiene che ci dovrebbero essere leggi rigorose contro la tortura, ma ben il 36% ritiene che la tortura potrebbe essere giustificata in alcune circostanze.

L’Italia, a 25 anni dalla ratifica della Convenzione ONU, deve ancora dare attuazione alla Convenzione, inserendo la tortura come reato nel codice penale. Solo al 5 marzo scorso risalgono, infatti, i primi risultati normativi: il Senato ha approvato un progetto di legge che qualifica la tortura come reato specifico, prevedendo l’aggravante nel caso in cui sia commesso da un pubblico ufficiale. La strada da percorrere sembra ancora lunga.

A fronte di questa situazione, il 13 maggio scorso Amnesty International ha lanciato la sua nuova campagna globale, denominata “Stop alla tortura”.

Lo sguardo di Amnesty si concentrerà su Uzbekistan, Filippine, Marocco/Sahara Occidentale, Messico e Nigeria, dove sono emerse allarmanti prove riguardanti pratiche di tortura. In questi luoghi l’organizzazione potrebbe avere un impatto sensibile, se non decisivo.

Noi, soci di Amnesty International, rinnoviamo oggi il nostro impegno accanto alle vittime di tortura. Per dire ancora una volta “Stop alla tortura”.

 Maria Cristina Urbano

 

Per maggiori informazioni sulla nuova campagna contro la tortura si veda:

http://www.amnesty.it/stoptortura

Firma anche tu gli appelli della campagna!

http://www.amnesty.it/reato-tortura-italia

http://www.amnesty.it/messico-tortura-claudia-medina

 

Buone notizie – Maggio 2014 (3)

Prigionieri di coscienza

Repubblica Popolare Cinese – Wang Jing, Liu Xuehong e Xing Jian, tre citizen journalist dell’associazione 64 Tianwang, sono stati rilasciati il 7 aprile 2014 a seguito di un’azione urgente di Amnesty International. I tre attivisti erano stati arrestati il 9 marzo 2014 nella capitale Pechino per aver promosso le petizioni delle persone che chiedono giustizia per il massacro del giugno 1989 a piazza Tiananmen.

Armi

Lussemburgo – Il 14 maggio 2014 il parlamento del Lussemburgo ha ratificato il Trattato internazionale sul commercio di armi, aumentando così le probabilità che la sua effettiva entrata in vigore avvenga entro l’anno in corso.

 

Liberi e Libere di Essere – fiaccolata e RESPECT GAyMES

In occasione della X giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, si è tenuta a Trento, dall’11 al 17 maggio, la manifestazione Liberi e Libere di Essere  promossa da Arcigay e Arcilesbica di Trento. Il gruppo  Amnesty di Trento ha partecipato in particolare alle iniziative del 16 e 17 maggio.

La sera del 16 maggio centinaia di trentini hanno partecipato alla fiaccolata per ricordare le vittime della discriminazione omofobica e hanno sfilato per le strade del centro cittadino: da piazza Duomo, passando per il castello del Buonconsiglio, piazza Venezia, piazza Fiera e di nuovo in piazza Duomo. Tutti luoghi-simbolo della città: una comunità, quella trentina, capace di apertura, rispetto e sensibilità verso chi ancora oggi viene discriminato per essere semplicemente ciò che naturalmente è: una persona che ama.

fiaccolata16maggio2014Come si possa considerare questo una violazione di una presunta normalità, non possiamo spiegarlo se non con la fobia, la paura di ciò che non si conosce, di ciò che non si è in grado di capire e accettare: paura che può generare rabbia che a sua volta genera, nel peggiore dei casi, violenza verbale e fisica. Violenza che ha portato nell’ultimo anno al suicidio di quattro ragazzi a Roma, solo per citare la punta di un iceberg: non possiamo permettere che si dia visibilità a un fenomeno presente nel nostro paese, quello della discriminazione e persecuzione delle persone LGBTI, solo in occasione di gesti estremi, solo quando ormai è troppo tardi. Bisogna agire prima, attraverso manifestazioni come quella tenutasi a Trento, attraverso iniziative culturali e interventi nelle scuole; per fare sì che “uno Stato giusto sia uno Stato che garantisca pari diritti e pari dignità a tutti i suoi cittadini come prevede la nostra Costituzione” (Paolo Zanella, Presidente Arcigay del Trentino).

Il pomeriggio del 17 maggio in occasione delle attività Respect Gaymes il gruppo Amnesty di Trento ha chiesto ai passanti  di scrivere sulle proprie mani, con pennarelli colorati “STOP OMOFOBIA” e di farsi una fotografia: le 62 foto raccolte, con mani colorate e volti coperti, sono state inviate e allegate all’appello di Amnesty International, indirizzato ai presidenti di Camera e Senato, Grasso e Boldrini, per affrontare uno dei punti della Campagna “Ricordati che devi rispondere” riguardante le violazioni dei diritti umani nel nostro paese.

Il gruppo Amnesty di Trento ringrazia tutti quelli che hanno partecipato alla manifestazione Liberi e Libere di essere e hanno dato il loro contributo per affermare che la nostra comunità è una comunità che sostiene i diritti di ognuno di noi e li difende nel momento in cui vengono violati: Amnesty era accanto ad Arcigay e Arcilesbica, come già in altre occasioni, per dare voce a chi è a favore di una società più equa, più giusta, più aperta, ma soprattutto più felice, più libera, più gioiosa e coraggiosa e meno vile e paurosa. Perché chi è omofobo in fondo è, come dice la parola stessa, qualcuno che teme in modo irrazionale qualcosa e trova faticoso lasciare ad altri la libertà di essere, libertà che non riesce a dare, evidentemente, a se stesso.

Francesca Di Gennaro

 

LIBERI e LIBERE di ESSERE

Il gruppo di Amnesty International di Trento parteciperà alla manifestazione LIBERI e LIBERE di ESSERE, che si svolgerà in Trentino dall’11 al 17 Maggio. La manifestazione è organizzata dalle associazioni Arcigay e L’altra venere Arcilesbica di Trento per celebrare la X Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

Il gruppo Amnesty di Trento sarà, in particolare, presente alla fiaccolata per le vittime dell’omofobia prevista per il giorno 16 maggio alle ore 21.00 in Piazza Duomo a Trento.

Inoltre, il gruppo sarà presente sabato 17 maggio dalle 16 alle 18 in Piazza Garzetti a Trento durante la mobilitazione RESPECT GAyMES. Aderendo ad un’iniziativa del Coordinamento LGBTI di Amnesty Italia, durante i RESPECT GAYMES gli attivisti del gruppo di Trento organizzeranno una foto petizione. Le foto raccolte verranno inviate ai presidenti di Camera e Senato per richiedere l’approvazione definitiva della legge contro l’omofobia e la transfobia in Italia.

La lotta all’omofobia e alla transfobia rappresenta uno dei punti focali della campagna “Per un’Europa senza discriminazione”, attraverso la quale Amnesty International sta chiedendo ai governi europei di ridurre la persecuzione, l’esclusione sociale e la discriminazione basate sull’orientamento sessuale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbt) da parte di stati e attori non statali.

Amnesty International chiede agli stati un impegno effettivo affinché le persone Lgbti non siano discriminate, possano godere degli stessi diritti di ogni altro cittadino ed esprimere liberamente e pacificamente la loro identità.

Link utili:

http://www.liberilibere.it/

http://www.amnesty.it/diritti-persone-lgbti-in-europa