Domenica 11 maggio 2014 – Amnesty alle Casette della Solidarietà

Domenica 11 maggio gli attivisti del gruppo di Amnesty International di Trento saranno presenti in via Garibaldi a Trento all’interno dell’iniziativa Casette della Solidarietà organizzata dal Comune.
Raccoglieremo firme su due appelli riguardanti la Nigeria e la Cina:

 

Dai gruppi di lavoro dell’AG 2014

Sabato 26 aprile, ore 11.20 Pagine di Carta, Pagine del web. Albi illustrati e strumenti digitali per l’educazione ai diritti umani. Intervento di Alberto Emiletti.
Alberto Emiletti, responsabile EDU di AI assieme a Flavia Citton e Chiara Pacifici, si occupa di EDU Kids e Web. In questa sessione spiega principalmente come usare 5 albi illustrati per insegnare i diritti umani ai bambini delle scuole primarie.
Titoli dei 5 albi: 1) MIGRANDO 2) L’AUTOBUS DI ROSA 3) ADRIAN 4) LEYLA 5)RANOCCHIO E LO STRANIERO
Emiletti sottolinea come l’attivista che va nelle scuole diventi un attivatore dei diritti umani, inoltre sostiene che sarebbe meglio tornare una seconda volta nelle scuole dove si è fatto un intervento per una ‘seconda puntata’ in cui si ribadiscono e fissano i concetti. In modo pratico ci dà degli esempi su come usare i testi AI che non dovrebbero essere raccontati in modo tradizionale ma in modo più funzionale, attivo, e comunicativo. Emiletti, basandosi su Ranocchio e lo Straniero, consiglia di: portare il libro impacchettato come se fosse un regalo; prima di aprirlo dare delle parole chiave (ex. Ranocchio, straniero) che possono essere nel titolo e chiedere ai bambini che cosa pensano possa essere scritto nel libro; aprire il regalo e mostrare solo la copertina, chiedere ai bambini come pensano sia ‘lo straniero’; far fare un disegno dello straniero; raccontare la storia e a metà fermarsi e chiedere come può continuare e fare lo stesso prima del finale; discute il finale e la morale della storia; far scrivere ai bambini su un post-it cosa hanno imparato e appendere tutto su una lavagna per tirare le somme. Per far stare attenti i bambini si può chiedere di far fare i rumori\versi animali durante il racconto.
Interventi degli insegnanti presenti: servono albi digitalizzati da proiettare per avere illustrazioni grandi visibili bene da tutti i bambini. Questi albi non sono solo per bambini, il gruppo di Perugia ha usato L’AUTOBUS DI ROSA per fare EDU nelle carceri per un gruppo di donne adolescenti.
Informazioni utili:
a) eduform@amesty.it (email di riferimento per educatori attivisti)
b) Esiste un opuscolo AI: La scuola dei diritti.
c) Casa Editrice STAMPATELLO gestita da coppia di lesbiche con figli, è interessata a pubblicare storie sule famiglie eterogenitoriali.
d) Il 9 maggio verrà attivato un modulo di e-learning per attivisti AI. Il corso on-line durerà 5 settimane. Accettano solo 30 iscritti.
e) 2014 – nuovo progetto AI EDU “Scuole Unite Contro l’Omofobia e la Transfobia”.

Domenica 27 aprile, ore 10.15 I diritti umani delle persone transessuali e transgender. Intervento di Porpora Marcasciano e Delia Vaccarello.
Delia Vaccarello apre l’incontro parlando di transgender, un tema trattato sia nella sua rubrica sull’Unità chiamata ‘1,2,3 Liberi tutti’, sia nel suo libro Evviva la neve, una raccolta di interviste e testimonianze sul passaggio F2M e M2F (female to male\male to female). Dopo aver presentato dei casi al fine di dimostrare come le persone che vogliono cambiare genere non riescano ad accettare la loro identità e vivano in disagio continuo, elabora l’interessante concetto di CONTINUUM sessuale, secondo il quale non esiste maschile e femminile ma c’è una scala con tante sfumature tra questi due estremi. Ci sono quindi infiniti generi e moltissime identità di genere. La legge 164 del 1982 consente un adeguamento del corpo, quindi un’operazione per il cambio di sesso al fine di permettere alle persone nate con il genere sbagliato di trovare un equilibrio psicologico e fisico. Questa legge, accusata di essere incostituzionale nel 1985, è stata confermata da una sentenza della Consulta. Seguono dettagli tecnici su come viene svolta l’operazione sia nel caso M2F che F2M. Mentre la prima è un’operazione che riesce sempre la seconda presenta il 50% di insuccessi. Inoltre molte persone non vanno fino in fondo e non concludono il percorso (ex. Fanno terapia ormonale, si fanno l’impianto per avere il seno ma non si fanno l’operazione per togliere il pene e creare una neovagina). Considerazioni finali sulla complessità del percorso psicologico, sui rischi di sentirsi dei mostri, delle persone volgari; si tratta in questo caso di transfobia interiorizzata.
L’intervento di Porpora Marcasciano ribadisce ciò che aveva già affermato in plenaria e cioè che lo scopo dell’attivista AI deve essere quello di promuovere conoscenza dell’esperienza trans al fine di arrivare ad uno stato di sospensione del giudizio (non tanto accettazione o tolleranza), dove la diversità è normalità.
Porpora Marcasciano parla delle seguenti tematiche: 1) Gay Pride come un giorno di festa e di celebrazione dove è giusto essere esagerati, sopra le righe e festosi; 2) esperienza del TIM di Bologna; 3) ASL per transgender, consultorio per i transessuali con personale specializzato; 4) sportello istituito dalla CGL dal 1997 per aiutare i transgender a trovare lavoro; 5) tratta dei TRANS.

Yvonne Mattevi

 

Buone notizie – Aprile 2014 (5)

Violenza contro le donne

Andorra – Il 23 aprile 2014 Andorra è diventato il decimo stato ad aver ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Pertanto, raggiunto il numero minimo di ratifiche necessario, la Convenzione entrerà in vigore dal 1° agosto 2014.

Pena di morte (1)

El Salvador – L’11 aprile 2014 El Salvador ha ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena di morte.

Pena di morte (2)

Nigeria – Il 12 aprile 2014 il governatore dello stato di Kogi ha concesso l’amnistia a Lasisi Yousuf, 67 anni, condannato a morte nel 1996 per omicidio colposo.

XXIX Assemblea Generale, Bari, 26 aprile 2014

Nel corso della seconda giornata della XXIX Assemblea Generale di Amnesty Italia che si svolge a Bari ci sono stati gli interventi di Lorenzo Guadagnucci  e Yvan Sagnet rispettivamente sul reato di tortura e sul caporalato in Italia.

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Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Quotidiano Nazionale di Firenze, era presente per puro caso nella scuola Diaz  in occasione del G8 di Genova 2001:  allora fu una delle vittime dei violenti pestaggi  da parte delle forze dell’ordine e ancora oggi non è indolore per lui parlarne.
La violenza fu così improvvisa e inaspettata che chi ne fu vittima faticò molto a rendersi conto di quello che stava accadendo perché essere ridotti in coma, percepire la propria impotenza, vulnerabilità , impossibilità a potersi difendere, sentirsi in pericolo di vita e sperimentare un’esperienza di quasi morte, è subire un’azione di tortura; che questa tortura sia poi messa in atto da parte di componenti della polizia di stato, da parte cioè di chi dovrebbe difenderci dalla violenza e non causarla, è un impressionante scandalo che ci turba e sciocca personalmente tutti. E Guadagnucci ci ricorda che sì, è un risultato positivo enorme che nella sentenza del 5 luglio del 2012 siano stati condannati per quelle atrocità i vertici allora responsabili, e che sia stato utilizzato il termine “tortura” nel testo di condanna, ma ci ricorda che i processi non servono solo per sanzionare e per stabilire la verità dei fatti: i processi servono soprattutto per trarre lezioni di insegnamento per il futuro, per promuovere il cambiamento.
In questo senso molto deve ancora essere fatto per cambiare la cultura all’interno delle forze dell’ordine: l’azione di violenza di gruppo di Diaz non è un caso isolato di “follia temporanea” è il risultato di un modo di pensare e di agire ancora presente all’interno delle forze dell’ordine come dimostrano recenti fatti di cronaca. Bisogna quindi muoversi in questa direzione ed il primo passo concreto è spingere per l’utilizzazione del codice identificativo di chi porta la divisa a tutela sia dei cittadini sia di tutti quei poliziotti che non vogliono abusare del loro potere.

20140426_160837_resizedYvan Sagnet è un coraggioso ragazzo originario del Camerun che studia in Italia e che si è ribellato al sistema del caporalato mafioso . E’ un sistema della criminalità organizzata colluso con le istituzioni presenti sul territorio italiano da più di un secolo: prima sfruttava solo gli italiani oggi prevalentemente gli stranieri che si trovano in una condizione di vulnerabilità e maggior debolezza. I lavoratori assunti con questo sistema vengono privati dei loro diritti e della loro libertà, trattati come prigionieri in campi di lavoro e non certo come braccianti; vengono loro sottratti i documenti, trasportati su furgoni per 9 persone in 25, costretti a pagare con la loro paga già misera qualsiasi tipo di servizio, vengono fatti dormire per terra, violando qualsiasi norma non solo giuridica, ma umana. Per Yvan tutto questo era inaccettabile, si è ribellato, insieme ai suoi compagni , ed ha iniziato una lunga lotta sindacale che si è conclusa con una grande vittoria: il riconoscimento  del caporalato come reato.

 Francesca Di Gennaro

 

Buone notizie – Aprile 2014 (4)

Prigionieri di coscienza

Vietnam – Il 12 aprile 2014 sono stati rilasciati prima della fine della condanna due prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International. Si tratta di Nguyen Tien Trung, attivista pro-democrazia, condannato nel 2010 a sette anni di carcere per “aver tentato di rovesciare il governo”, e di Vi Duc Hoi, blogger e scrittore, condannato nel 2011 a otto anni di carcere, poi ridotti a cinque, per “propaganda antigovernativa”.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

India – Il 15 aprile 2014 la Corte suprema ha stabilito che la discriminazione basata sull’identità di genere viola i diritti, garantiti dalla Costituzione, all’uguaglianza, alla libertà d’espressione, alla riservatezza, all’autonomia e alla dignità. La Corte ha ordinato al governo federale e a quelli statali di garantire il riconoscimento legale all’auto-identificazione delle persone transgender come “uomo”, “donna” o “appartenenza al terzo genere” di porre in essere azioni e politiche sociali in loro favore.

Pena di morte

Gabon – L’11 aprile 2014 il Gabon ha ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena di morte.

Diritti economici, sociali e culturali

Gabon – Il 1° aprile 2014 il Gabon ha ratificato, primo stato dell’Africa, il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che conferisce a singole persone la possibilità di denunciare violazioni ai loro diritti economici, sociali e culturali.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

Federazione Russa – A seguito di un’azione urgente di Amnesty International, il 20 marzo 2014 Kholzighit Sanakulov e suo figlio Sherzod, a rischio di rimpatrio forzato in Uzbekistan, loro paese di origine, sono stati rilasciati da un centro di detenzione e hanno potuto proseguire il viaggio verso l’Olanda, dove sono riconosciuti rifugiati politici.

 

Buone notizie – Aprile 2014 (3)

Diritti sessuali e riproduttivi

Filippine – L’8 aprile 2014 la Corte suprema ha respinto il ricorso contro la legge sulla salute riproduttiva del dicembre 2012 che obbliga il governo a fornire servizi gratuiti di contraccezione a milioni di donne povere del paese. La Corte ha comunque giudicato incostituzionale l’articolo della legge che impediva al personale sanitario di rifiutare di fornire prestazioni relative alla salute riproduttiva e che imponeva alle strutture sanitarie private di fornire informazioni sui metodi di pianificazione familiare.

Diritto alla riservatezza

Unione europea – Il 9 aprile 2014 la Corte di giustizia europea ha dichiarato oggi invalida, in quanto viola il diritto alla riservatezza, la direttiva per la conservazione dei dati che obbliga i fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche, come per esempio gli operatori di telefonia mobile, a conservare alcuni dati degli utenti.