Buone notizie – Febbraio 2015 (2)

Prigionieri di coscienza 

Tunisia – La regista Ines Ben Othman, condannata il 7 gennaio 2015 a due mesi di carcere per “oltraggio verbale a pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni”, è stata rilasciata una settimana dopo, il 16 gennaio. Ines Ben Othman era stata arrestata il 19 dicembre 2014 dopo essersi recata alla stazione di polizia di Ariana, alla periferia della capitale Tunisi, per lamentarsi di mesi di molestie ricevute su Facebook da parte del vice capo della stazione. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in suo favore.

 Bahrein – Nader Abdulemam, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato il 16 gennaio 2015 dopo che, in appello, la sua condanna è stata ridotta da sei a quattro mesi di carcere. Il 22 ottobre 2014 era stato giudicato colpevole di “offesa pubblica a figura religiosa di culto”, per aver pubblicato su Twitter commenti su Khalid bin al-Waleed, un compagno del profeta Maometto e celebre comandante islamico.

 

 

Buone notizie – Febbraio 2015 (1)

Prigionieri di coscienza (1)

Myanmar – Tun Aung, medico, leader comunitario musulmano e prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato il 20 gennaio 2015. Nel 2012 era stato condannato a 17 anni di carcere per vari reati comuni dopo che aveva cercato di riportare la pace tra la comunità royingha e quella buddhista nello stato di Rakhine.

Prigionieri di coscienza (2)

Arabia Saudita – Il 30 gennaio 2015 è stata rilasciata l’attivista e avvocata Suad al-Shammary, agli arresti da tre mesi senza processo per aver pubblicato su Twitter commenti ritenuti anti-islamici. Al-Shammary aveva collaborato al forum online “Liberali dell’Arabia Saudita” fondato da Raif Badawi, condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate.

Diritti sessuali e riproduttivi 

Repubblica Dominicana – Il 19 dicembre 2014 è entrata in vigore una modifica al codice penale sulla base della quale l’aborto non sarà più considerato reato quando la gravidanza sia causata da stupro o incesto, quando sia a rischio la vita di una donna o di una ragazza incinta o quando non vi sarà possibilità di sopravvivenza per il feto.

Diritti dei minori

Somalia – Il 20 gennaio 2015, la Somalia è diventata il 194esimo stato ad aver ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Giustizia internazionale

Uganda – Il 17 gennaio 2015 Dominic Ongwen, uno dei leader del gruppo armato Esercito di resistenza del Signore (Lra) che ha terrorizzato l’Uganda e altri paesi africani dal 1987, è stato consegnato alla Corte penale internazionale. Ricercato dal 2005, l’uomo si era arreso il 5 gennaio 2015 alle forze statunitensi che dal 2011 operano in Africa centrale accanto a una task force dell’Unione africana per arrestare il leader dell’Lra Joseph Kony. Ongwen deve rispondere di sette diversi fattispecie di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Buone notizie – Gennaio 2015 (4)

Impunità (1)
Cile – Il 9 gennaio 2015 la corte d’appello di Santiago ha condannato sei agenti, tra cui l’ex comandante della Dina (la polizia segreta della dittatura) Manuel Contreras, a 13 anni di carcere per il rapimento e la sparizione di Bernardo de Castro López. Altri 15 funzionari sono stati condannati a 10 anni e due a quattro anni.

Impunità (2)
Guatemala – Il 19 gennaio 2015 l’ex capo della polizia nazionale Pedro García Arredondo è stato giudicato colpevole di aver organizzato, nel 1980, l’incendio dell’ambasciata spagnola nella capitale Città del Guatemala, in cui vennero arse vive 37 persone. Arredondo è stato condannato a 90 anni di carcere, che si aggiungono ai 70 anni inflittigli nel 2012 per la sparizione e la tortura, nel 1981, di uno studente universitario.

Giustizia internazionale
Israele / Territori palestinesi occupati – Il 16 gennaio 2015 l’ufficio della Procuratrice della Corte penale internazionale ha annunciato l’apertura di un’indagine preliminare sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

Diritti sessuali e riproduttivi
El Salvador – Il 22 gennaio 2015, a seguito di una campagna di Amnesty International e di altre organizzazioni per i diritti umani, l’Assemblea parlamentare ha votato in favore della grazia per “Guadalupe”, una giovane donna che nel 2007, all’età di 18 anni, era stata condannata a 30 anni di carcere perché sospettata di aver abortito illegalmente.

Buone notizie – Gennaio 2015 (3)

Prigionieri di coscienza
Cuba – Tra l’8 e il 9 gennaio 2015, sono stati rilasciati nove oppositori tra cui cinque prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International: i fratelli Bianco, Diango e Alexis Vargas Martín, Emilio Planas Robret e Iván Fernández Depestre. I tre fratelli erano stati condannati a due anni e mezzo di carcere, alla fine del 2012, per disordini in luogo pubblico; Depestre e Robret rispettivamente a tre anni nell’agosto 2013 e a tre anni e mezzo nell’ottobre 2012 per “pericolosità sociale”.

 

Buone notizie – Gennaio 2015 (2)

Diritti economici, sociali e culturali 

Israele / Territori occupati palestinesi – Il 4 gennaio 2015 l’Alta Corte ha fermato il progetto di costruire mezzo chilometro di barriera di sicurezza nelle terre del villaggio palestinese di Battir, proclamato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il ricorso era stato presentato nel 2012 dalla comunità di Battir e dall’associazione Amici della Terra Medio Oriente.

Nigeria – Il 7 gennaio 2015 la Shell ha accettato di risarcire la comunità di Bodo, nel delta del fiume Niger, devastata dal 2008 da due fuoriuscite di petrolio. Un’azione legale promossa nel 2011 nel Regno Unito dalla comunità di Bodo ha costretto la Shell a una conciliazione extragiudiziale sulla base della quale il gigante petrolifero risarcirà 55 milioni di sterline (circa 70 milioni di euro), di cui 35 ripartiti tra 15.600 persone e 20 destinati alla comunità di Bodo.

Giustizia internazionale

Palestina – L’8 gennaio 2015 la Palestina ha depositato gli strumenti di accessione alla Corte penale internazionale, che le consentiranno di essere stato parte dello Statuto di Roma e di vincolarsi alla giurisdizione della Corte dal 1° aprile 2015.

Buone notizie – Gennaio 2015 (1)

Prigionieri di coscienza

Turchia – Halum Selam Tufanli, obiettore di coscienza, è stato rilasciato il 12 dicembre 2014 dopo essere stato condannato a 10 giorni di carcere per “rifiuto di rispondere alla leva”. Nel 2011, aveva rifiutato di prendere parte a un’esercitazione della durata di un giorno nel territorio di Cipro nord occupato dalla Turchia.

Azerbaigian – A seguito di un decreto di grazia presidenziale emesso il 29 dicembre 2014, sono stati rilasciati 87 prigionieri tra cui alcuni prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International: tra questi, gli attivisti del movimento giovanile NIDA Uzeyir Mammadov e Zaur Gurbanli e i giornalisti Zvaz Zeynalov e Serdar Alibeyli.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 31 dicembre 2014 il Governatore del Maryland Martin O’Malley ha commutato in ergastolo senza condizionale le condanne a morte degli ultimi quattro detenuti nel braccio della morte, Vernon Evans, Anthony Grandison, Jody Lee Miles e Heath William Burch. Secondo il governatore, lasciare gli ultimi quattro prigionieri in attesa di esecuzione “non sarebbe servito al bene pubblico (…). In un governo rappresentativo, le esecuzioni di stato rendono ogni cittadino partecipe di un omicidio legalizzato”. Il Maryland aveva abolito la pena di morte nel 2013, ma la legge non era retroattiva.

Le migliori buone notizie del 2014

In attesa della ripresa delle attività del gruppo a gennaio, vi lasciamo con le 12 migliori buone notizie del 2014.

Ringraziamo tutti coloro che hanno seguito le nostre attività durante quest’anno e vi auguriamo un sereno 2015, nella speranza di continuare assieme il cammino per la difesa dei Diritti Umani!

Marocco - Il 23 gennaio 2014 il parlamento ha abolito la norma grazie alla quale l’autore di uno stupro nei confronti di una minorenne poteva evitare il carcere sposando la sua vittima.

Afghanistan – Il 17 febbraio 2014 il presidente Hamid Karzai ha rifiutato di firmare una legge che, attraverso il divieto di testimoniare da parte dei parenti degli accusati in un processo penale, avrebbe impedito alle donne di testimoniare contro i mariti e altri familiari imputati di violenza sessuale.

Stati Uniti d’America – Il 12 marzo 2014 Glenn Ford è stato rimesso in libertà dopo aver trascorso un quarto di secolo nel braccio della morte della Louisiana. Un tribunale ha riconosciuto la sua estraneità all’omicidio per il quale, nel 1988, era stato condannato a morte.

Vietnam – Il 12 aprile 2014 sono stati rilasciati prima della fine della condanna due prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International. Si tratta di Nguyen Tien Trung, un attivista pro-democrazia condannato nel 2010 a sette anni di carcere per “aver tentato di rovesciare il governo”, e di Vi Duc Hoi, blogger e scrittore, condannato nel 2011 a otto anni di carcere, poi ridotti a cinque, per “propaganda antigovernativa”.

Messico – Il 28 maggio 2014 un tribunale federale ha ordinato alla procura generale di ammettere pubblicamente l’innocenza di Jacinta Francisco Marcial, che nel 2009 era stata condannata a 21 anni di carcere per il sequestro di sei agenti di polizia. Aveva trascorso tre anni in una prigione dello stato di Querétaro prima di essere riconosciuta innocente.

Bielorussia – Il 21 giugno 2014, a seguito di un provvedimento di amnistia da lui non sollecitato, Ales Bialiatski è stato scarcerato dopo aver trascorso quasi tre anni dei quattro e mezzo cui era stato condannato nel novembre 2011. Bialiatski, fondatore del centro per i diritti umani Viasna, era stato adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza e il suo caso era stato rilanciato durante la maratona di firme “Write for rights” del 2012.

Olanda – Il 16 luglio 2014 un tribunale olandese ha giudicato l’Olanda responsabile sul piano civile per la morte di 300 civili musulmani di Bosnia uccisi nel luglio 1995 a Srebrenica. Secondo il tribunale, i caschi blu olandesi presenti non protessero le 300 vittime dall’assalto delle forze serbo-bosniache, che provocò tra 8000 e 10000 morti.

Argentina - Il 5 agosto 2014 Estela Carlotto, fondatrice delle Abuelas de plaza de Mayo, ha riabbracciato suo nipote Guido, nato nel giugno 1978 in un carcere argentino. La madre, Laura Carlotto, venne uccisa e Guido fu adottato illegalmente. La ricerca di Guido Carlotto e il ripristino della sua reale identità sono durati 36 anni.

Repubblica Ceca – Il 25 settembre 2014 la Commissione europea ha deciso d’iniziare una procedura d’infrazione contro Praga per violazione della normativa anti-discriminazione europea a causa delle politiche educative discriminatorie nei confronti dei rom, perpetrata attraverso l’assegnazione delle alunne e degli alunni rom a scuole monoetniche o la loro destinazione a scuole o classi con programmi per persone con lieve disabilità mentale.

Paraguay - Il 4 ottobre 2014 la Corte suprema ha respinto il ricorso contro la legge 5194 del giugno 2014, che aveva espropriato 14.404 ettari di terreno per restituirli alla legittima proprietaria, la comunità sawhoyamaxa. Oltre 160 famiglie, accompagnate dalla solidarietà e dalle campagne di Amnesty International e di altre organizzazioni per i diritti dei popoli nativi, avevano intrapreso più di 20 anni prima una lotta per il ritorno alle terre ancestrali della regione di Chaco.

India – Con una decisione molto rara, il 12 novembre 2014 una corte marziale ha condannato cinque soldati all’ergastolo per l’uccisione illegale di tre uomini in un cosiddetto “falso scontro”, la modalità con cui si dissimula un’esecuzione extra-giudiziaria sostenendo che le vittime sono state uccise durante uno scontro a fuoco. L’episodio era avvenuto nel 2010 a Machil, stato di Jammu e Kashmir.

Regno Unito/Irlanda -  Il 2 dicembre 2014 il governo di Dublino ha chiesto alla Corte europea dei diritti umani di rivedere una sua sentenza del 1978 nella quale, accogliendo le tesi del governo britannico, aveva definito maltrattamenti e non tortura cinque metodi d’interrogatorio (incappucciamento, obbligo di rimanere in posizioni dolorose, isolamento acustico, diniego del cibo e dell’acqua, privazione del sonno) usati nel 1971 nei confronti di 11 prigionieri nord-irlandesi.

Per ulteriori info: www.amnesty.it/Migliori-buone-notizie-del-2014