Diritti Contati – Diritto all’identità sessuale

Venerdì 6 Settembre alle ore 20.00 presso il Cortile della Rocca di Riva del Garda (TN) il gruppo 150 di Amnesty Trento parteciperà a Diritti Contati, manifestazione organizzata dall’ Arci Alto Garda.  La serata sarà dedicata al diritto all’identità sessuale e alle lacune legislative caratterizzanti la legge costituzionale e il codice penale della Repubblica italiana.

Il nostro intervento sarà dedicato alla violazione dei diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate) in Italia con un approfondimento su quello che Amnesty International Italia sta chiedendo al Parlamento italiano.

Combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti rappresenta uno dei dieci punti dell’Agenda di Amnesty International per i diritti umani in Italia.

L’intervento del gruppo Amnesty Trento, insieme a quello di Fabio Fasoli e Simone Sulpizio (ricercatori presso l’Università di Padova e  l’Università di Trento – Rovereto)  precederà lo spettacolo di Teatro dell’oppresso della compagnia “L’altra faccia del dado” di Verona.

 

31 agosto 2013: il gruppo Amnesty di Trento a Manifesta Giovane a Rovereto

Sabato scorso, 31 agosto, il gruppo di Amnesty di Trento è stato presente alla quinta edizione di MANIFESTA GIOVANE, evento artistico che si è svolto nel centro storico di Rovereto. Manifesta Giovane, organizzato dall’Associazione Ubalda Bettini Girella ONLUS, è un evento volto a sostenere la creatività dei giovani e a creare momenti di riflessione su tematiche fondamentali per la loro crescita come individui. In quest’ottica é molto importante e molto significativa anche la collaborazione con l’associazione Addio Pizzo di Palermo.

Il gruppo di Trento ha raccolto firme su due appelli in difesa dei diritti umani. Il primo in favore di Pavel Selyun, condannato a morte in Bielorussia, e in generale contro la pena di morte in Bielorussia. Il secondo per sostenere le azioni di una comunità indigena che in Honduras si batte pacificamente contro la costruzione di una centrale idroelettrica. Il 15 luglio, durante una manifestazione pacifica, l’esercito ha sparato uccidendo il capo della comunità e ferendo gravemente suo figlio. Amnesty chiede un’indagine indipendente e imparziale che assicuri alla giustizia il responsabile dell’assassinio e sollecita il governo dell’Honduras a garantire il diritto delle comunità indigene a essere coinvolte nelle decisioni riguardanti le loro terre e le loro risorse naturali.

 

23 agosto 1927 – Sacco e Vanzetti vengono giustiziati sulla sedia elettrica

23 agosto 1927
Venivano giustiziati sulla sedia elettrica i due anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.


Erano stati arrestati e processati negli Stati Uniti, con l’accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza vi furono molti dubbi già all’epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che scagionava i due.

Sacco di professione faceva l’operaio in una fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti gestiva una rivendita di pesci.

A cinquant’anni esatti dalla loro morte, il 23 agosto 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del Massachusetts, riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.


“…possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi… non tenerla tutta per te… Cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l’oppresso: loro sono i tuoi migliori amici.”

(dall’ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante)

Amnesty alla festa di Sanbaradio

Chi l’ha detto che i diritti umani sono una cosa obsoleta? E chi l’ha detto che se ne può parlare solo in conferenza? Lo scorso mercoledì 19 giugno allo studentato Sanbartolameo ha preso vita la festa di Sanbaradio, la radio degli studenti dell’università di Trento. Ebbene, siamo andati anche lì. Il banchetto di Amnesty ha aggiunto un po’ di colore alla serata già musicalmente viva. Una tanto attesa serata estiva nella quale i giovani dell’ateneo trentino hanno contribuito alla raccolta firme delle nostre petizioni. E ancora una volta la presenza si conferma un momento di scambio importante. Sono state presentate due petizioni: una campagna urgente contro la pena di morte in Papua Nuova Guinea a seguito della ripresa delle esecuzioni, e un appello al primo ministro turco Erdogan affinché vengano fermate le violenze sui manifestanti.

Ma, sfortunatamente, non tutti sono aggiornati sulle vicende del mondo. Per questo la presenza di Amnesty anche in questa occasione si è confermata come immancabile momento informativo. Questo per ricordarci che alle volte diamo un po’ per scontato la quantità di diritti di cui godiamo e di come essi vengono custoditi. Mentre episodi come piazza Taksim riportano all’attenzione di tutti la necessità di non abbassare mai la guardia. “Ma se quelli sono ragazzi come me che stanno in piazza, ma io firmo!”, uno dei commenti che ci ha fatto più sorridere e che esprime sempre bene qual’è il primo sentimento che ci spinge ad aiutare, ovvero: se fosse successo a te non staresti a guardare.

E di certo non sta fermo a guardare Amnesty con il suo esercito di piccoli volontari, anche e soprattutto in mezzo alle feste dei giovani studenti.

Vicenza Pride

Per il Vicenza Pride abbiamo deciso di unire le forze partecipando come Circoscrizione Veneto e Trentino Alto Adige, oltre che come singoli gruppi.
Essere presenti è stata realmente una gioia.
Non si può descrivere la felicità che abbiamo provato nell’osservare le strade del centro riempite da un corteo così differente dall’immagine stereotipata dei Pride. Se non altro per l’incredibile presenza di bambini, ed stato commovente realizzare che non tutti quei bambini erano figli di famiglie omogenitoriali. Sabato 15 Giugno a Vicenza è stata la manifestazione della normalità a stupire, così lontana da tutto ciò che continua ad essere detto e scritto sui Pride.
Quando si viene a sapere che a Vicenza hanno organizzato una contromanifestazione e una messa riparatrice in contemporanea con il corteo, mi sono venute in mente le parole pronunciate da Christiane Tabiura, ministro della giustizia francese,“non vorrete farci credere che non avete alcuna conoscenza della diversità delle famiglie in questo paese?”
Come si fa a definire civile un paese che non riconosce a persone dello stesso sesso il diritto di sposarsi, di avere figli e di essere riconosciuti come una famiglia?
Amnesty International continua a ricordare che l’Italia non ha una legislazione adeguata che prevenga e contrasti la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. L’Italia non riconosce il matrimonio civile per persone dello stesso sesso e non garantisce pari diritti ai figli nati da famiglie omogenitoriali.
Oltre alla grande partecipazione e alla soddisfazione di aver preso parte ad un evento così importante, resta ferma nella mente l’incontro con due madri dell’associazione Famiglie Arcobaleno che ci presentano il loro bambino; orgogliose ci dicono:“Questo è l’ultimo nato del Triveneto!” e dalla carrozzina spuntano due occhi azzurri.
Ed è in quel momento che il tuo lavoro acquista ancora più senso, perché sai che la felicità di quella famiglia dipende anche da te. E fino a quando il governo e il parlamento italiano non si preoccuperanno di tutelare quella famiglia, lo farai tu.
E noi attivisti di Amnesty International eravamo lì  anche per questo.

Francesca Postiglione