Buone notizie – Giugno 2016 (3)

Campagna “Stop alla tortura”

Messico – Il 7 giugno 2016, dopo quasi quattro mesi di prigionia, un tribunale dello stato di Sinaloa ha disposto la scarcerazione di Yecenia Armento Graciano. La donna, madre di due figli, era stata arbitrariamente arrestata dalla polizia investigativa dello stato di Sinaloa il 10 luglio 2012, picchiata, quasi asfissiata e violentata nel corso di 15 ore di torture fino a quando era stata costretta a “confessare” il coinvolgimento nell’omicidio del marito.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

Turchia – Il 20 maggio 2016 12 siriani arrestati dalle autorità turche e trasferiti nel centro di detenzione di Düziçi, nel Sud della Turchia, sono stati rilasciati: una famiglia di cinque persone, una donna e i suoi quattro bambini, ha fatto ritorno volontario in Siria; ad altri cinque è stato fornito un permesso di viaggio verso la provincia di Bursa, dove potranno chiedere protezione temporanea; altri due ex detenuti si trovano a Istanbul e in Libano. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in loro favore.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Norvegia – Il 6 giugno 2016, a seguito di una campagna di Amnesty International e delle organizzazioni locali per i diritti delle persone Lgbti, il parlamento ha approvato la legge sul riconoscimento giuridico del genere che consentirà alle persone transgender di chiedere il riconoscimento giuridico del loro genere attraverso una procedura rapida, accessibile e trasparente. La legge, inoltre, consentirà alle persone di determinare autonomamente il loro genere senza dover ricorrere a procedure e trattamenti obbligatori e discriminatori.

 

Buone notizie – Giugno 2016 (2)

Prigionieri di coscienza

Bahrein – Il 31 maggio 2016 Zainab al-Khawaja, la più nota attivista per i diritti umani del Bahrein, ha lasciato il carcere dove era detenuta, insieme al figlio di 17 mesi, per aver strappato una foto del re. Amnesty International aveva lanciato un appello mondiale per il suo rilascio.

Giustizia internazionale

Ciad – Il 30 maggio 2016, al termine di un processo iniziato il 20 luglio 2015, la Camera straordinaria africana – istituita nel 2012 dall’Unione africana nell’ambito del sistema giudiziario del Senagal – ha condannato l’ex presidente ciadiano Hissène Habré all’ergastolo per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e tortura tra il 1982 e il 1990Nel corso del processo è emerso come Habré avesse personalmente preso parte a stupri.

Campagna “Stop alla tortura” (1)

Iraq – Replicando a un comunicato stampa di Amnesty International in cui si denunciavano le terribili condizioni del centro di detenzione di Ameriyat al-Fallujah, il 6 maggio 2016 il governatore della provincia di Anbar e il primo ministro Haidar al-Abadi hanno espresso l’impegno a risolvere la situazione. Dopo pochi giorni, Amnesty International ha potuto verificare che le condizioni di prigionia erano in parte migliorate e che alcuni dei detenuti erano stati scarcerati.

Campagna “Stop alla tortura” (2)

Federazione Russa – Il 12 maggio 2016 un tribunale ha ordinato il rilascio di Dmitry Vorobyovsky, un attivista di Voronezh che il 6 maggio era stato trasferito in un ospedale psichiatrico per essere sottoposto a trattamento coatto.

Armi

Stati Uniti d’America – Il 30 maggio 2016, a seguito di un rapporto di Amnesty International sulle conseguenze per la popolazione civile dello Yemen derivanti dall’uso di bombe a grappolo da parte della coalizione a guida saudita, il dipartimento della Difesa ha sospeso i trasferimenti all’Arabia Saudita di quel genere di armi, il cui uso è vietato dal diritto internazionale.

Buone notizie – Giugno 2016 (1)

Prigionieri di coscienza (1)

Azerbaigian – Alla vigilia del suo 40esimo compleanno, il 25 maggio 2016 la giornalista investigativa Khadija Ismayilova, prigioniera di coscienza di Amnesty International, è stata scarcerata. Dopo 537 giorni in prigione, un tribunale ha commutato il resto della pena di sette anni e mezzo a un periodo di tre anni di libertà condizionata. Amnesty International continua a chiedere che sia prosciolta da ogni accusa.

Prigionieri di coscienza (2)

Angola – Il 20 maggio 2016 la Corte suprema ha accolto il ricorso di José Marcos Mavungo, difensore dei diritti umani e prigioniero di coscienza di Amnesty International, annullando la condanna a sei anni inflittagli in primo grado il 14 settembre 2015 per “ribellione”. L’unica colpa di Mavungo era stata quella di aver preso parte a una manifestazione pacifica.

Prigionieri di coscienza (3)

Myanmar – Htin Kyaw, attivista politico e leader del Movimento per la democrazia, è stato rilasciato il 17 aprile 2016 a seguito di un’amnistia presidenziale. Era stato arrestato il 5 maggio 2014 mentre distribuiva volantini e invitava la folla ad aderire a una campagna per far dimettere i parlamentari. Incriminato per reati contro la sicurezza dello stato e contro la quiete pubblico, era stato condannato a 13 anni e 10 mesi di carcere.

Prigionieri di coscienza (4)

Turchia – Quattro accademici, Muzaffer Kaya, Esra Mungan, Kıvanç Ersoy e Meral Camcı sono stati rilasciati il 22 aprile 2016. I primi tre erano in detenzione preventiva dal 15 marzo, il quarto dal 31 marzo, tutti accusati di “propaganda per un’organizzazione terroristica”, per aver sottoscritto, insieme ad altri 1124 firmatari, un appello per la pace nel sud-est del paese a maggioranza curda.

Impunità

Argentina – Il 27 maggio 2016 15 imputati sono stati condannati per il loro ruolo nell’operazione Condor, il piano coordinato tra i servizi segreti di Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Paraguay e Uruguay per rintracciare ed eliminare oppositori politici alle dittature militari sudamericane degli anni Settanta. Tra i condannati, a 20 anni di carcere, l’ex presidente argentino Reynaldo Bignone. Gli altri 14, condannati a pene da otto a 25 anni, erano ex militari coinvolti nella repressione.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 23 maggio 2016 la Corte suprema federale ha annullato per razzismo la condanna a morte emessa dallo stato della Georgia nei confronti di Timothy Tyrone Foster. Foster, un afroamericano, era stato condannato a morte nel 1987 per l’omicidio di una donna bianca. Nella selezione dei giurati per il processo grado, la pubblica accusa aveva escluso tutti i potenziali giurati afroamericani.

Buone notizie – Maggio 2016 (4)

Campagna “”My body my rights”

El Salvador – Dopo una campagna di Amnesty International e oltre quattro anni di carcere, il 20 maggio 2016 è stata finalmente rilasciata María Teresa Rivera, 33 anni. Nel 2011 aveva avuto un aborto spontaneo ed era stata per questo condannata a 40 anni per “omicidio aggravato”.

Prigionieri di coscienza (1)

Mauritania – Il 17 maggio 2016 Biram Ould Dah Ould Abeid e Brahim Bilal, due attivisti del movimento anti-schiavista e prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, sono tornati in libertà dopo che la Corte suprema ha stabilito che i reati per i quali erano stati condannati (appartenenza a organizzazione non riconosciuta, partecipazione a manifestazione non autorizzata, disobbedienza a ordine di un pubblico ufficiale e resistenza all’arresto) erano punibili con un solo anno di carcere e non con i due anni cui erano stati condannati il 15 gennaio 2015.

Prigionieri di coscienza (2)

Myanmar – il 17 aprile 2016 sei attivisti per i diritti umani (Naw Ohn Hla, San San Win, Sein Htwe, Nay Myo Zin, Tin Htut Paing e Than Swe) sono tornati in libertà a seguito di un’amnistia presidenziale. I sei erano stati arrestati il 29 dicembre 2014 per aver preso parte a una protesta pacifica e, nel maggio 2015, erano stato condannati a quattro anni e quattro mesi di carcere per rivolta e manifestazione non autorizzata.

Prigionieri di coscienza (3)

Sud Sudan – Leonzio Angole Onek, docente universitario, e l’ex governatore dello stato di Western Equatoria Joseph Bangasi Bakosoro ,sono stati rilasciati rispettivamente il 25 e il 27 aprile 2016. Erano stati arrestati il 7 e il 22 dicembre 2015 e da allora trattenuti, senza accusa né processo, nella sede dei servizi nazionali di sicurezza della capitale Juba. Amnesty International aveva emesso un’azione urgente in loro favore.

Pena di morte (1)

Stati Uniti d’America – Il 13 maggio 2016 la casa farmaceutica Pfizer ha deciso di interrompere l’invio di suoi prodotti negli Stati Uniti d’America che potrebbero essere usati per eseguire condanne a morte. Sono così oltre 20 le case farmaceutiche statunitensi ed europee che hanno sospeso l’invio di medicinali per le esecuzioni capitali.

Pena di morte (2)

Stati Uniti d’America – Il 12 maggio 2016 il governo federale ha annunciato che non chiederà la condanna a morte di Ahmed Abu Khatallah, il cittadini libico catturato dalle forze Usa a Bengasi perché sospettato dell’attacco all’ambasciata Usa del settembre 2012.

 

Buone notizie – Maggio 2016 (3)

Prigionieri di coscienza (1)

Myanmar – Myat Nu Khaing, medico e già candidata alle elezioni, è stata rilasciata il 17 aprile 2016 a seguito di un’amnistia presidenziale. Arrestata il 17 ottobre 2015, il 31 marzo 2016 era stata condannata a un anno di carcere per aver preso parte, il 29 dicembre 2014, a una manifestazione pacifica indetta per protestare contro l’uccisione di un manifestante alla miniera di rame di Letpadaung.

Prigionieri di coscienza (2)

Iran – Il 4 maggio 2016 Hossein Ronaghi Maleki è stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione. Il provvedimento ha validità di 30 giorni ma è possibile che venga prorogato o che, nel frattempo, le autorità giudiziarie accettino una revisione del caso. Maleki stava scontando una condanna a 15 anni inflittagli nel 2010 per “offesa alla Guida suprema” e appartenenza a un’organizzazione conosciuta come Iran Proxy Network. Il tutto a causa dei post pubblicati nei mesi successivi alla contestata rielezione, nel 2009, di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della repubblica. Le sue condizioni di salute sono giudicate incompatibili col carcere.

Buone notizie – Maggio 2016 (2)

Prigionieri di coscienza (1)

Myanmar – L’8 aprile 2016 Nandar Sitt Aung, dirigente dell’Unione delle federazioni degli studenti di tutta la Birmania, è stato assolto da ogni reato e rilasciato. Era stato arrestato il 27 marzo 2015 per presunti reati collegati a una manifestazione pacifica che aveva organizzato due settimane prima per protestare contro l’arresto di altri studenti e la nuova legge sull’istruzione.

Prigionieri di coscienza (2)

Iran – Il 3 maggio 2016 Atena Farghadani, giovane vignettista e promotrice di campagne per la scarcerazione dei prigionieri politici, è stata rilasciata dopo che in appello la sua condanna a 12 anni e nove mesi di carcere, inflittagli il 1° giugno 2015, è stata clamorosamente ridotta a un anno e mezzo, buona parte dei quali già scontati. Atena Farghadani era stata giudicata colpevole di “collusione per compiere crimini contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il sistema”, “offesa alla Guida suprema” e “offesa a membri del parlamento”.

Buone notizie – Maggio 2016 (1)

Prigionieri di coscienza

Myanmar – Htin Lin Oo, scrittore ed ex portavoce della Lega nazionale per la democrazia, è stato rilasciato il 17 aprile 2016 nell’ambito di una grazia presidenziale di cui hanno beneficiato anche altri prigionieri di coscienza di Amnesty International. Htin Lin oo stava scontando una condanna a due anni di carcere per “offesa alla religione”, inflittagli il 2 giugno 2015: il 23 ottobre 2014, nel corso di un evento pubblico, aveva criticato l’uso della religione buddista per promuovere la discriminazione e il pregiudizio.

Diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti

Papua Nuova Guinea – Il 26 aprile 2016 la Corte suprema ha giudicato incostituzionale la detenzione dei richiedenti asilo nel centro di Manus, dove questi ultimi vengono trasferiti e trattenuti contro la loro volontà a seguito di un accordo tra il governo locale e quello dell’Australia.

Pena di morte

Sri Lanka – Il 22 aprile 2016 il presidente Maithripala Sirisena ha commutato 83 condanne a morte in ergastolo.