Campagna “”My body my rights”
El Salvador – Dopo una campagna di Amnesty International e oltre quattro anni di carcere, il 20 maggio 2016 è stata finalmente rilasciata María Teresa Rivera, 33 anni. Nel 2011 aveva avuto un aborto spontaneo ed era stata per questo condannata a 40 anni per “omicidio aggravato”.
Prigionieri di coscienza (1)
Mauritania – Il 17 maggio 2016 Biram Ould Dah Ould Abeid e Brahim Bilal, due attivisti del movimento anti-schiavista e prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, sono tornati in libertà dopo che la Corte suprema ha stabilito che i reati per i quali erano stati condannati (appartenenza a organizzazione non riconosciuta, partecipazione a manifestazione non autorizzata, disobbedienza a ordine di un pubblico ufficiale e resistenza all’arresto) erano punibili con un solo anno di carcere e non con i due anni cui erano stati condannati il 15 gennaio 2015.
Prigionieri di coscienza (2)
Myanmar – il 17 aprile 2016 sei attivisti per i diritti umani (Naw Ohn Hla, San San Win, Sein Htwe, Nay Myo Zin, Tin Htut Paing e Than Swe) sono tornati in libertà a seguito di un’amnistia presidenziale. I sei erano stati arrestati il 29 dicembre 2014 per aver preso parte a una protesta pacifica e, nel maggio 2015, erano stato condannati a quattro anni e quattro mesi di carcere per rivolta e manifestazione non autorizzata.
Prigionieri di coscienza (3)
Sud Sudan – Leonzio Angole Onek, docente universitario, e l’ex governatore dello stato di Western Equatoria Joseph Bangasi Bakosoro ,sono stati rilasciati rispettivamente il 25 e il 27 aprile 2016. Erano stati arrestati il 7 e il 22 dicembre 2015 e da allora trattenuti, senza accusa né processo, nella sede dei servizi nazionali di sicurezza della capitale Juba. Amnesty International aveva emesso un’azione urgente in loro favore.
Pena di morte (1)
Stati Uniti d’America – Il 13 maggio 2016 la casa farmaceutica Pfizer ha deciso di interrompere l’invio di suoi prodotti negli Stati Uniti d’America che potrebbero essere usati per eseguire condanne a morte. Sono così oltre 20 le case farmaceutiche statunitensi ed europee che hanno sospeso l’invio di medicinali per le esecuzioni capitali.
Pena di morte (2)
Stati Uniti d’America – Il 12 maggio 2016 il governo federale ha annunciato che non chiederà la condanna a morte di Ahmed Abu Khatallah, il cittadini libico catturato dalle forze Usa a Bengasi perché sospettato dell’attacco all’ambasciata Usa del settembre 2012.