Buone notizie – Luglio 2015 (5)

Prigionieri di coscienza

Etiopia – All’inizio del luglio 2015, alla vigilia della visita del presidente statunitense Barack Obama, il governo ha deciso la scarcerazione di quattro giornalisti (Edom Kassaye, Tesfalem Waldeyes, Asmamaw Hailegiorgis e Reeyot Alemu) e due blogger del collettivo Zona 9 (Mahlet Fantahun e Zelalem Kibret) falsamente accusati di terrorismo. Alemu era stato condannato a cinque anni di carcere nel 2011, gli altri cinque prigionieri erano detenuti da oltre un anno in attesa di processo.

Diritti sessuali e riproduttivi

Mozambico – Il 28 giugno 2015, con l’entrata in vigore del nuovo codice penale in sostituzione della legislazione coloniale portoghese, è stato depenalizzato l’aborto, che sarà ora consentito fino alla dodicesima settimana di gravidanza e in alcuni casi, tra cui lo stupro, fino alla sedicesima.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Italia – Il 20 luglio 2015 la Corte di cassazione ha deciso che per ottenere la rettificazione degli atti anagrafici non è obbligatorio l’intervento di adeguamento degli organi riproduttivi.

 

Buone notizie – Luglio 2015 (4)

Difensori dei diritti umani (1)

Siria – Hussein Gharir, blogger e difensore dei diritti umani, esponente del Centro siriano per i media e la libertà d’espressione, è stato rilasciato il 17 luglio 2015, dopo oltre tre anni di detenzione arbitraria. Era stato arrestato insieme ad altri colleghi nella sede del Centro, a Damasco, il 16 febbraio 2012. Il presidente del Centro, Mazen Darwish, e Hani al-Zitani sono ancora in carcere.

Difensori dei diritti umani (2)

Bahrein – Nabeel Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein, è stato rilasciato il 13 luglio 2015 “per motivi di salute” a seguito di un provvedimento di clemenza del re. Rajab stava scontando una condanna a sei mesi di carcere inflittagli il 14 maggio per alcuni commenti su Twitter giudicati offensivi nei confronti delle autorità.

Prigionieri di coscienza

Iran – Heshmatollah Tabarzadi, giornalista e attivista politico arrestato 28 dicembre 2009 durante una protesta pacifica, è stato rilasciato il 6 luglio 2015 dopo aver trascorso oltre cinque anni e mezzo nel penitenziario di Rajai Shahr, nella città di Karaj. Era stato condannato complessivamente a nove anni di carcere.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Mozambico – Il 28 giugno 2015, con l’entrata in vigore del nuovo codice penale al posto della legislazione coloniale portoghese, è stato abolito il reato di relazioni omosessuali.

 

Buone notizie – Luglio 2015 (3)

Prigionieri di coscienza

Swaziland – Il 30 giugno 2015 la Corte suprema ha ordinato il rilascio di Bhekithemba Makhubu e Thulani Maseko, rispettivamente direttore di una rivista mensile e avvocato, che il 25 luglio 2014 erano stati condannati a due anni di carcere per offesa alla magistratura. Amnesty International li aveva adottati come prigionieri di coscienza.

Diritti economici, sociali e culturali

Kuwait – Il 24 giugno 2015 il parlamento ha approvato la prima legge che riconosce i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati in ambito domestico. La legge prevede il giorno di riposo settimanale, 30 giorni all’anno di ferie pagate e un massimo di 12 ore di lavoro al giorno con un periodo di riposo. In Kuwait si trovano oltre 660.000 lavoratori domestici, per lo più donne provenienti da Asia e Africa.

 

Buone notizie – Luglio 2015 (2)

Prigionieri di coscienza (1)

Camerun – Dopo la denuncia di Amnesty International, 84 minorenni arrestati alla fine del 2014 all’interno di una scuola coranica col sospetto che venissero indottrinati da Boko haram, sono stati rilasciati tra il 24 e il 30 giugno 2015.

Prigionieri di coscienza (2)

Emirati arabi uniti – Il 22 maggio 2015 Mahmoud al-Jaidar è stato graziato ed espulso verso il paese di origine, il Qatar. L’uomo, un medico, era stato arrestato il 26 febbraio 2013 senza un motivo ufficiale all’aeroporto internazionale di Dubai, capitale degli Emirati. Dopo mesi di isolamento, il 3 marzo 2014 era stato condannato a sette anni di carcere per aver dato sostegno finanziario ai familiari di un gruppo di prigionieri appartenenti all’Associazione per la riforma e la guida sociale, un movimento islamista, incriminati e condannati nel corso del 2013.

Pena di morte

Ghana – In occasione del 1° luglio, 55esimo anniversario dell’indipendenza, il presidente John Mahama ha commutato 14 condanne a morte in ergastolo.

 

Buone notizie – Luglio 2015 (1)

Campagna “Stop alla tortura”

Nigeria – Il 3 giugno 2015 l’Assemblea nazionale ha approvato la legge sul reato di tortura, come richiesto da Amnesty International. Il testo è stato trasmesso per la firma al presidente Muhammadu Buhari.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Stati Uniti d’America – Il 26 giugno 2015 la Corte suprema federale ha emesso un verdetto storico, affermando il diritto delle coppie gay e lesbiche di tutto il paese di contrarre matrimonio.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (4)

Prigionieri di coscienza

Repubblica popolare cinese – Il 31 maggio 2015 Ablikim Abdiriyim, attivista per i diritti degli uiguri, è stato rilasciato al termine della condanna a nove mesi di carcere. Sua madre, la nota attivista Rebiya Kadeer, ha ringraziato le organizzazioni per i diritti umani e la comunità internazionale per aver consentito che suo figlio rimanesse in vita e non venisse ulteriormente incriminato durante il periodo di detenzione.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (3)

Pena di morte

Pakistan – Il 9 giugno 2015, all’ultimo minuto, un giudice ha fermato per la quarta volta l’esecuzione di Shafqat Hussein. Per la giustizia del suo paese, al momento dell’omicidio che gli valse la condanna a morte aveva 23 anni. Per il suo avvocato ne aveva 14 ed era stato costretto a dichiararsi colpevole sotto tortura.

Rilasci

Emirati arabi uniti – Il 18 maggio 2015 Hamad Ali Mohammadi al-Hamadi, un ex agente dei servizi di sicurezza del Qatar, è stato rilasciato dopo 11 mesi di prigionia segreta. Era stato arrestato nel giugno 2014 con l’accusa di “offesa ai simboli del paese” attraverso la diffusione di informazioni, notizie, dicerie e fotografie su Twitter. Nel corso degli interrogatori aveva confessato – con ogni probabilità sotto tortura – di essere entrato negli Emirati arabi uniti nel 2013, di aver acquistato smartphone e schede Sim locali e di aver fornito questo materiale a suoi complici perché pubblicassero tweet offensivi nel confronti del paese.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti)

Kazakhstan – Il 18 maggio 2015 la Corte costituzionale ha giudicato incostituzionale la legge sulla “propaganda tra i minori degli orientamenti sessuali non tradizionali”. Questa legge, sul modello di quella in vigore in Russia, avrebbe vietato anche la diffusione di informazioni sui rapporto sessuali e la mera discussione di tematiche riguardanti i diritti delle persone Lgbti.