23-25 ottobre 2015: il gruppo Amnesty di Trento a “Fa’ la cosa giusta!”

Anche quest’anno il gruppo di Trento sarà presente alla fiera degli stili di vita sostenibili “Fa’ la cosa giusta!” a Trento a partire dal pomeriggio di venerdì 23 fino alla sera di domenica 25 ottobre 2015.
Al nostro tavolino all’interno della fiera presenteremo l’associazione e il nostro materiale e raccoglieremo firme per vari appelli in difesa dei diritti umani.

Per maggiori informazioni sulla fiera visitate la pagina degli organizzatori.

 

Buone notizie – Ottobre 2015 (3)

Prigionieri di coscienza

Etiopia – Il 16 settembre 2015, dopo 539 giorni di detenzione, una corte federale ha assolto i blogger Natnael Feleke, Atnaf Berhane e Abel Waleba da ogni accusa di terrorismo. Soliyana Gebremichael, un altro blogger in esilio negli Usa, è stato a sua volta assolto.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 2 ottobre 2015, quattro giorni prima della prevista esecuzione, il governatore dello stato del Missouri ha commutato in ergastolo la condanna a morte di Kimber Edwards. Edwards era stato condannato a morte per aver assoldato un sicario per uccidere la ex moglie. Sulla vicenda erano emersi forti dubbi e ultimamente lo stesso omicida aveva dichiarato di aver agito da solo.

Giustizia 

Sudafrica – Il 14 ottobre 2015 il presidente Jacob Zuma ha disposto la sospensione dall’incarico di Riah Phiyega, commissaria nazionale della polizia sudafricana, in attesa dell’esito di una commissione d’inchiesta sulla strage dei minatori di Marikana, avvenuta nell’agosto 2012. Amnesty International aveva ripetutamente sollecitato le autorità sudafricane a sospendere tutti i membri della polizia sudafricana implicati nella strage di Marikana e nei successivi depistaggi e insabbiamenti.

 

Buone notizie – Ottobre 2015 (2)

Pena di morte

Iran – Il 30 settembre 2015 un tribunale ha annullato la condanna a morte inflitta nel 2013 a un uomo di 31 anni, Soheil Arabi, per aver offeso l’Islam attraverso i suoi post su Facebook. Al posto della condanna a morte, Arabi dovrà scontare 90 giorni di carcere, leggere 13 testi sacri e studiare teologia per due anni.

Diritti economici, sociali e culturali

Kenya – Il 29 settembre 2015 l’Autorità per le infrastrutture stradali urbane del Kenya ha accettato di sospendere lo sgombero forzato di 3000 abitanti dell’insediamento informale “Deep Sea” (Mare profondo) della capitale Nairobi. Lo sgombero avrebbe dovuto essere eseguito per consentire la costruzione di una strada, il cui progetto è cofinanziato dall’Unione europea.

 

10 ottobre 2015: Giornata mondiale contro la pena di morte

Ogni anno, il 10 ottobre organizzazioni abolizioniste e attivisti di tutto il mondo si mobilitano per la Giornata mondiale contro la pena di morte, evento organizzato dalla Coalizione mondiale contro la pena di morte il cui scopo è diffondere informazioni sull’applicazione della pena capitale nel mondo e intraprendere azioni verso l’obiettivo finale, la sua completa abolizione.

Il tema scelto per la XIII Giornata mondiale contro la pena di morte è il ricorso alla pena di morte per reati legati alla droga, che nel 2014 ha portato a esecuzioni in almeno 10 paesi. Ma sono oltre 30 i paesi e territori dove il traffico o il possesso di droga sono reati punibili con la pena capitale.

La pena di morte non uccide il traffico di droga, come recita il manifesto della Coalizione mondiale, ma la sua applicazione per tali tipi di reato rappresenta anche una violazione del diritto e degli standard internazionali sui diritti umani. L’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici sebbene infatti consenta l’uso della pena di morte in determinate circostanze, ribadisce chiaramente che il suo uso deve essere limitato ai soli reati più gravi.
La scelta del tema di quest’anno della Giornata mondiale assume una importanza particolare in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul “problema mondiale della droga” prevista nel 2016.

In occasione della XIII giornata mondiale contro la pena di morte Amnesty International chiede a tutti i suoi attivisti di mobilitarsi in favore di Shahrul Izani, giovane malese, che rischia la pena di morte per essere stato trovato in possesso di 622 grammi di cannabis all’età di 19 anni. È stato il suo primo reato. Ha esaurito tutti i livelli di giudizio e potrebbe essere messo a morte in qualsiasi momento.

 

Buone notizie – Ottobre 2015 (1)

Prigionieri di coscienza

Thailandia – Il 15 settembre 2015 Pravit Rojanaphruk, giornalista del quotidiano di lingua inglese “The Nation”, è stato rilasciato dopo due giorni di detenzione. Era stato arrestato il 13 settembre quando, convocato per interrogatori, era stato accusato di aver scritto articoli “contrari agli sforzi per mantenere l’ordine pubblico” da parte della giunta militare al potere e “in grado di causare confusione e incomprensione” nell’opinione pubblica.

Buone notizie – Settembre 2015 (5)

Prigionieri di coscienza

Egitto – Il 23 settembre 2015, a seguito di un decreto presidenziale di amnistia, sono stati rilasciati 100 prigionieri, tra i quali i due giornalisti di al-Jazeera Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, la difensora dei diritti delle donne Yara Sallam e gli attivisti Sana Seif e Omra Hazek, che avevano sfidato il divieto di manifestare.