Prigionieri di coscienza (1)
Indonesia – Il 19 novembre 2015 Filep Karma, attivista per l’indipendenza di Papua, è stato rimesso in libertà dopo aver scontato due terzi della condanna a 15 anni, inflittagli il 26 maggio 2005 per aver sventolato, un anno prima, la bandiera papuana durante una manifestazione pubblica. Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza e nel 2011 lo aveva segnalato tra i casi della maratona “Write for Rights”, inviandogli oltre 65.000 messaggi di solidarietà.
Prigionieri di coscienza (2)
Russia – Il 20 novembre 2015 Evgeniy Vitisho, esponente dell’Ong Osservatorio ambientalista del Nord Caucaso, è stato rimesso in libertà dopo aver scontato metà della pena. Vitisho era stato in occasione dei Giochi olimpici invernali di Soci e dapprima condannato a 15 giorni di detenzione amministrativa per aver “bestemmiato alla fermata di un autobus” e successivamente a tre anni di carcere per aver danneggiato la recinzione di una costruzione abusiva all’interno di un’area forestale protetta. Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.
Tortura
Sudan – Il 10 novembre 2015 la corte d’appello ha annullato la condanna emessa in primo grado nei confronti di Fardous al Toum, una studentessa di religione cristiana accusata di “abbigliamento indecente”. A luglio la ragazza era stata condannata a 20 frustate e a una pesante multa.
Giustizia
Italia – Il 17 novembre 2015 la Corte dei conti della Liguria ha condannato a un risarcimento complessivo di 110.000 euro 16 funzionari e agenti di polizia coinvolti a vario titolo nel pestaggio del giornalista inglese Mark Cowell durante il G8 del 2001.