Buone notizie – Giugno 2014 (4)

Difensori dei diritti umani

Bielorussia – Il 21 giugno 2014, a seguito di un provvedimento di amnistia da lui non sollecitato, Ales Bialiatski è stato scarcerato dopo aver trascorso quasi tre anni dei quattro e mezzo cui era stato condannato nel novembre 2011. Bialiatski, fondatore del centro per i diritti umani Viasna, era stato adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza e il suo caso era stato rilanciato durante la maratona di firme Write for rights del 2012.

Diritti economici, sociali e culturali

Nigeria – Il 10 giugno 2014 la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha dato ragione a 10 abitanti dell’insediamento informale di Bundu Ama, a Port Harcourt, da cui decine di migliaia di abitanti sono stati vittime di sgombero forzato negli ultimi cinque anni. La Corte ha stabilito che, il 12 ottobre 2009, le forze di sicurezza aprirono indiscriminatamente e senza alcuna ragione il fuoco contro una manifestazione pacifica, causando almeno un morto e 12 feriti. Il governo nigeriano, secondo la Corte, è venuto meno all’obbligo di proteggere e rispettare il diritto di manifestazione pacifica. La Corte ha infine stabilito un risarcimento danni  di 11 milioni di naira (poco meno di 52.000 euro).

 

Buone notizie – Giugno 2014 (3)

Impunità

Guatemala – Il 6 giugno 2014 un tribunale della Svizzera ha condannato all’ergastolo l’ex direttore della polizia nazionale guatemalteca, Erwin Sperisen, per aver preso parte all’uccisione di sei detenuti e averne ucciso un settimo, durante un raid della polizia nella prigione di El Pavon, nel 2006. Dopo aver lasciato l’incarico, nel 2007, Sperisen aveva profittato della sua doppia cittadinanza per riparare in Svizzera, dove però era stata aperta un’inchiesta nei suoi confronti.

Diritti economici, sociali e culturali

Paraguay – L’11 giugno 2014 il presidente Horacio Carter ha firmato la legge approvata dal parlamento a maggio grazie alla quale lo stato potrà espropriare più di 14.000 ettari di terre e restituirle alla comunità nativa Sawhoyamaxa. Oltre 160 famiglie, accompagnate dalla solidarietà e dalle campagne di Amnesty International e di altre organizzazioni per i diritti dei popoli nativi, avevano intrapreso più di 20 anni prima una lotta per il ritorno alle terre ancestrali della regione di Chaco.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Danimarca – L’11 giugno 2014 il parlamento ha approvato una legge che rimuove una serie di ostacoli al riconoscimento del cambio di sesso all’anagrafe. La Danimarca è il primo paese europeo dove non saranno più necessari esami psicologici e diagnosi di “disordini dell’identità di genere” prima che una persona possa ottenere all’anagrafe il riconoscimento del genere in cui si riconosce.

 

Buone notizie – Giugno 2014 (2)

Prigionieri di coscienza

Uzbekistan – Il 31 maggio 2014 un tribunale ha ordinato la scarcerazione per motivi di salute di Abdulrasul Khudoynazarov, giunto all’ottavo anno di una condanna a nove anni e mezzo a causa delle sue attività in favore dei diritti umani. Le torture subite ripetutamente in carcere e il diniego di cure mediche hanno reso la sue condizioni di salute estremamente critiche. Presidente del gruppo per i diritti umani Ezgulik, Khudoynazarov era stato arrestato nel luglio 2005 dopo che due mesi prima le forze di sicurezza uzbeche avevano ucciso centinaia di persone nella città di Andijan. Nel gennaio 2006, al termine di un processo irregolare e celebrato a porte chiuse, era stato condannato a nove anni e mezzo per estorsione, frode, abuso di potere e falsificazione di documenti.

Armi

Il 3 giugno 2014, primo anniversario dell’adozione del Trattato internazionale sul commercio di armi, altri otto paesi hanno depositato gli strumenti di ratifica: Australia, Austria, Belgio, Burkina Faso, Giamaica, Lussemburgo, San Vincenzo e le Grenadine, Samoa. Il totale delle ratifiche è così salito a 40. Ne mancano solo altre 10 perché il trattato entri in vigore.

 

Buone notizie – Giugno 2014 (1)

Prigionieri di coscienza

Messico – Il 28 maggio 2014 un tribunale federale ha ordinato alla procura generale di riconoscere pubblicamente l’innocenza di Jacinta Francisco Marcial, che nel 2009 era stata condannata a 21 anni di carcere per il sequestro di sei agenti di polizia. La donna, adottata come “prigioniera di coscienza” da Amnesty International, aveva trascorso tre anni in una prigione dello stato di Querétaro prima di essere riconosciuta innocente. Il tribunale federale ha inoltre ordinato alla procura generale di riconoscere a Jacinta Francisco Marcial  un indennizzo per il danno procuratole dal comportamento illegale dello stato.

 

Buone notizie – Maggio 2014 (4)

Prigionieri di coscienza

Repubblica popolare cinese – Liu Hua, attivista anti-corruzione, č stata rilasciata il 17 aprile 2014 dopo aver trascorso 37 giorni in un campo per la rieducazione attraverso il lavoro per “aver provocato disordini”. Amnesty International, che anche in questo caso aveva diramato un’azione urgente per chiederne il rilascio, segue Liu Hua dal 2006, l’anno in cui l’attivista iniziň a scontare periodi successivi di rieducazione attraverso il lavoro per aver denunciato la corruzione nel suo villaggio, Zhangliangbao e in seguito per aver denunciato le torture subite in un documentario sul campo di Masanjia che ha fatto il giro del mondo.

Diritti economici, sociali e culturali

Belgio – Il 20 maggio 2014 il parlamento belga ha ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che consente di richiedere un rimedio legale a coloro i cui diritti siano stati negati e che non possono ottenere giustizia nei loro paesi. Il numero delle ratifiche sale cosě a 14. In Europa, oltre al Belgio, il Protocollo č stato ratificato da Bosnia ed Erzegovina, Finlandia, Montenegro, Portogallo, Slovacchia e Spagna.

 

Buone notizie – Maggio 2014 (3)

Prigionieri di coscienza

Repubblica Popolare Cinese – Wang Jing, Liu Xuehong e Xing Jian, tre citizen journalist dell’associazione 64 Tianwang, sono stati rilasciati il 7 aprile 2014 a seguito di un’azione urgente di Amnesty International. I tre attivisti erano stati arrestati il 9 marzo 2014 nella capitale Pechino per aver promosso le petizioni delle persone che chiedono giustizia per il massacro del giugno 1989 a piazza Tiananmen.

Armi

Lussemburgo – Il 14 maggio 2014 il parlamento del Lussemburgo ha ratificato il Trattato internazionale sul commercio di armi, aumentando così le probabilità che la sua effettiva entrata in vigore avvenga entro l’anno in corso.