Buone notizie – Ottobre 2014 (1)

Prigionieri di coscienza (1)

Oman – Ibrahim Abdullah Juma al-Balushi (un uomo d’affari), Nasser al-Ehyai, Said al-Zeidi (funzionari ministeriali) eTalal Mohammed al-Ma’amari (un insegnante), arrestati a maggio con l’accusa di “incitamento al settarismo”, sono stati rilasciati il 12 luglio 2014 anche grazie a un’azione urgente di Amnesty International. Prima del rilascio erano stati trattenuti per settimane in isolamento.

Prigionieri di coscienza (2)

Indonesia – Robert Yelemaken, uno studente di 16 anni, è stato rilasciato il 18 agosto 2014. Attivista del Comitato nazionale di Papua Occidentale, un movimento filo-indipendentista, era stato arrestato 10 giorni prima per aver disegnato dei graffiti che richiamavano la richiesta di un referendum per determinare l’indipendenza della regione. Nel corso della detenzione, è stato costretto a bere vernice ed è stato picchiato. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente per la sua scarcerazione.

Campagna “Io pretendo dignità”

Repubblica Ceca – Il 25 settembre 2014 la Commissione europea ha deciso d’iniziare una procedura d’infrazione contro la Repubblica Ceca per violazione della normativa anti-discriminazione europea a causa delle politiche educative discriminatorie nei confronti dei rom, perpetrata attraverso l’assegnazione delle alunne e degli alunni rom a scuole monoetniche o la loro destinazione a scuole o classi con programmi per persone con lieve disabilità mentale.

 

Buone notizie – Settembre 2014 (4)

Prigionieri di coscienza

Egitto – Alaa Abdel Fattah, blogger, attivista per i diritti umani e fondatore del Movimento del 6 aprile, in prima linea nell’opposizione al governo di Hosni Mubarak e a quelli successivi alla deposizione di quest’ultimo, è stato scarcerato su cauzione il 15 settembre 2014. Nel giugno 2014 era stato condannato a 15 anni per aver sfidato il divieto di manifestare, introdotto dalle autorità militari egiziane nel novembre 2013.

Difensori dei diritti umani

Colombia – A seguito di un’azione urgente di Amnesty International, nel settembre 2014 Juan Pablo Gutiérrez, difensore dei diritti umani delle comunità native della Colombia, più volte minacciato di morte, ha ricevuto misure adeguate di protezione da parte della polizia.

Pena di morte

Pakistan – Il 17 settembre 2014 l’alta corte di Lahore ha sospeso e rinviato di un mese l’esecuzione di Shoaib Sarwar, condannato a morte nel 1998 per omicidio. Si sarebbe trattato della prima esecuzione di un prigioniero civile dopo sei anni di “moratoria”.

 

Buone notizie – Settembre 2014 (2)

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Henry McCollum, il detenuto dal maggior numero di anni trascorsi nel braccio della morte della Carolina del Nord, 30, è stato giudicato innocente a seguito di nuovi test sul Dna e rilasciato il 2 settembre 2014. McCollum era stato arrestato nel 1983, all’età di 19 anni, e condannato a morte l’anno dopo per l’omicidio di una bambina di 11 anni.

Impunità

Cile – Il 14 agosto 2014 la Corte suprema ha avocato alla giustizia ordinaria civile le indagini sulla morte di Jorge Aravena Navarrete, deceduto il 17 febbraio dopo essere stato trattenuto per oltre otto ore – a quanto pare, per non aver pagato il conto di un ristorante –  in un furgone della polizia militare nella città di Rancagua, con ventilazione insufficiente e mancanza progressiva di ossigeno.

Campagna “Stop alla tortura”

Filippine – Il 12 agosto 2014 il generale in pensione Jovito Palparan (noto come “il boia” o “il macellaio”) è stato arrestato nella capitale Manila con l’accusa di aver sequestrato e detenuto illegalmente alcuni studenti universitari nel 2006. Durante la sua carriera, il generale Palparan ha diretto l’esercito nella regione di Luzon centrale. Sotto il suo comando numerosi attivisti e presunti membri del Partito comunista furono vittime di sparizioni, torture ed esecuzioni extragiudiziali.

 

Buone notizie – Settembre 2014 (1)

Prigionieri di coscienza

India – Il 19 agosto 2014 il tribunale di Manipur ha disposto il rilascio di Irom Sharmila, prigioniera di coscienza adottata da Amnesty International. A partire dal novembre 2000, Irom Sharmila ha intrapreso scioperi della fame per chiedere l’annullamento della Legge sui poteri speciali delle forze armate, in vigore nel nord-est del paese e nello stato di Jammu e Kashmir,  fonte di gravi violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito. A causa di questa protesta pacifica, le autorità giudiziarie indiane l’hanno ripetutamente arrestata e incriminata per tentato suicidio, un reato punibile con un anno di carcere.

Campagna “Stop alla tortura”

Malaysia – L’8 agosto 2014 la Corte d’appello ha giudicato l’ispettore generale di polizia Khalid Abu Bakar e due altri agenti responsabili sul piano civile della morte di A. Kugan, un uomo deceduto in una stazione di polizia il 20 gennaio 2009 dopo avervi trascorso cinque giorni per l’accusa di un furto di bicicletta. Dopo numerosi tentativi di insabbiamento del caso, una seconda autopsia aveva rivelato 45 lesioni esterne sul corpo di Kugan e attribuito il suo decesso ai colpi subiti ai reni. Amnesty International ha chiesto un’indagine che accerti le responsabilità della morte di Kugan anche sul piano penale.

Scomparsi

Argentina – Il 22 agosto 2014 è stata ritrovata la 115esima nipote scomparsa e illegalmente adottata durante la dittatura militare degli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di Ana Libertad Baratti de la Cuadra, figlia di Hector Carlos Baratti (ucciso) e di Elena de la Cuadra (tuttora desaparecida). Ala Libertad è la  nipote di Alicia Zubasnabar de la Cuadra, una delle fondatrici delle Nonne di Plaza de Mayo, deceduta nel 2008.

 

Buone notizie – Agosto 2014 (4)

Prigionieri di coscienza

Sudan – L’11 luglio 2014 i tre attivisti studenteschi Mohamed Salah Mohamed Abdelrahman, Moamar Musa Mohamed e Taj Alsir Jaafar  sono stati rimessi in libertà senza alcuna incriminazione. Erano stati arrestati il 12 maggio dai servizi di sicurezza nei pressi dell’Università di Khartoum, dove da settimane erano in corso manifestazioni per protestare contro l’uccisione di uno studente da parte delle forze di sicurezza, l’11 marzo.

Pena di morte

Repubblica popolare cinese – Il 22 agosto 2014 una corte d’appello del Fujan ha annullato per insufficienza di prove la condanna a morte inflitta sei anni prima a Nian Bin, che nel 2008 era stato giudicato colpevole di aver avvelenato con un topicida sei persone, due delle quali poi decedute. In ciascuno dei tre appelli presentati ai tribunali cinesi, Nian Bin aveva denunciato di essere stato costretto a confessare sotto tortura.