Buone notizie – Aprile 2015 (1)

Prigionieri di coscienza

Azerbaigian – Il 19 marzo 2015 due dei 22 prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International sono stati rilasciati a seguito di un provvedimento di grazia presidenziale. Bashir Suleymanli, direttore del Centro per il monitoraggio delle elezioni e gli studi sulla democrazia, stava scontando una condanna a tre anni e sei mesi per “impresa illegale”, “evasione fiscale” e “abuso di potere allo scopo di influenzare le elezioni”. Era stato arrestato il 17 dicembre 2013, subito dopo aver pubblicato un rapporto sui brogli alle elezioni presidenziali dello stesso anno. Orkhan Eyyubdaze, 19 anni, attivista del movimento democratico Nida ed esponente del partito di opposizione Musavat, era stato condannato lo scorso ottobre a due anni di carcere per aver aggredito e ferito un pubblico ufficiale, quando in realtà era stato arrestato a maggio nel corso di una manifestazione del tutto pacifica.

Impunità

Bolivia – Il 23 marzo 2015 il governo ha annunciato l’intenzione di istituire una Commissione per la verità, col mandato di indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse durante le giunte militari dal 1964 al 1982. In quel periodo vi furono migliaia di arresti e torture e circa 200 sparizioni (40 delle quali avvenute all’esterno, nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra le dittature militari latinoamericane denominato Piano Condor).

 

Buone notizie – Marzo 2015 (4)

Prigionieri di coscienza

Camerun – Gerard Kuissu, giornalista online e coordinatore del gruppo per i diritti umani “Tribunale articolo 53″, arrestato il 14 marzo 2015 dopo aver incontrato una missione di Amnesty International in visita nel paese, è stato rilasciato dopo tre giorni, a seguito delle proteste dell’organizzazione e dell’azione urgente immediatamente diramata.

Campagna “Stop alla tortura”

Messico – Il 18 marzo 2015 la Corte suprema federale ha ordinato il rilascio di Alfonso Martín del Campo Dodd, condannato 23 anni prima per un doppio omicidio che aveva confessato dopo essere stato torturato.

Pena di morte

Costa d’Avorio – Il 12 marzo 2015 l’Assemblea nazionale ha approvato all’unanimità un emendamento al codice penale, che sostituisce la pena di morte col carcere a vita.

Diritti economici, sociali e culturali

Francia – Il 19 marzo 2015 la Francia è diventata il ventesimo paese ad aver ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

 

Buone notizie – Marzo 2015 (3)

Prigionieri di coscienza 

Burundi – Bob Rugurika, giornalista radiofonico d’inchiesta, è stato rimesso in libertà condizionata il 19 febbraio 2015. Non potrà lasciare il paese senza autorizzazione del giudice competente e dovrà presentarsi di fronte a lui una volta al mese. Era stato arrestato alla metà del gennaio 2015 dopo che, a settembre, aveva trasmesso un’intervista a una fonte anonima secondo la quale alti funzionari dei servizi segreti erano coinvolti nell’omicidio di tre suore italiane.

Difensori dei diritti umani

Mauritania – Mariem Cheikh, portavoce dell’Iniziativa per la rinascita abolizionista della Mauritania, è stata rilasciata il 12 marzo 2015. Era stata arrestata nella capitale Nouakchott a causa delle sue attività per denunciare e fermare la schiavitù, ancora diffusa nel paese africano nonostante da anni sia vietata per legge.

 

Buone notizie – Marzo 2015 (1)

Guerra al terrore
 Polonia – Il 18 febbraio 2015 la Corte europea dei diritti umani ha respinto l’ appello della Polonia contro due sentenze che ne avevano stabilito la complicità col programma di rendition, detenzioni arbitrarie e torture degli Usa. Il governo polacco ha reso noto che rispetterà la sentenza, ora definitiva.

Diritti economici, sociali e culturali
Italia – Il 20 febbraio 2015 l’Italia ha depositato gli strumenti di ratifica del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 2008 ed entrato in vigore nel maggio 2013, il Protocollo intende fornire un rimedio legale alle singole persone i cui diritti economici, sociali e culturali siano stati negati e che non possono ottenere giustizia nei loro paesi. 

Buone notizie – Febbraio 2015 (4)

Prigionieri di coscienza (1)

Arabia Saudita – Loujain al-Hathloul and Maysaa al Ammoudi, due donne arrestate il 1° dicembre 2014 per aver sfidato il divieto di guida entrando nel paese dalla frontiera con gli Emirati arabi uniti, sono state rilasciate il 12 febbraio 2015.

Prigionieri di coscienza (2)

Egitto – Khaled al-Qazzaz, stretto collaboratore dell’ex presidente Mohamed Morsi, è stato rilasciato senza alcuna accusa l’11 gennaio 2015. Era stato arrestato il 3 luglio 2013 e sottoposto a sparizione forzata per cinque mesi e mezzo prima di essere trasferito in una prigione ufficiale.

Pena di morte (1)

Figi – Il 16 febbraio 2015 il parlamento ha abolito la pena di morte dall’Atto sulle forze militari. Dopo l’abolizione per reati comuni nel 1979, le isole Figi sono il 100esimo paese totalmente abolizionista.

Pena di morte (2)

Stati Uniti d’America – Il 13 febbraio 2015 il governatore della Pennsylvania ha annunciato una moratoria sulle esecuzioni, che rimarrà in vigore fino a quando egli non avrà ricevuto ed esaminato il rapporto della Task force sulla pena di morte istituita dal senato nel 2011.

Diritti sessuali e riproduttivi

El Salvador – Carmen Guadalupe Vasquez, una giovane donna che nel 2007, all’età di 18 anni, era stata condannata a 30 anni di carcere perché sospettata di aver abortito illegalmente, è stata scarcerata il 20 febbraio 2015. Un mese prima, il 22 gennaio, a seguito di una campagna di Amnesty International e di altre organizzazioni per i diritti umani, l’Assemblea parlamentare aveva votato in favore della grazia.

Buone notizie – Febbraio 2015 (3)

Campagna “Stop alla tortura”

Messico – Il 6 febbraio 2015 Claudia Medina, arrestata e torturata nel marzo 2012 è stata definitivamente assolta da ogni accusa relativa al possesso di armi da fuoco e ad altri presunti crimini. Durante la detenzione, la donna venne torturata con scariche elettriche, venne picchiata, presa a calci, sottoposta ad aggressioni sessuali e costretta a firmare una dichiarazione senza poterla leggere.

Prigionieri di coscienza (1)

Azerbaigian – Il 29 dicembre 2014 Zaur Gurbanli e Uzeyir Mammadli, due attivisti del movimento giovanile di opposizione Nida, sono stati rilasciati a seguito di una grazia presidenziale. Arrestati nel 2013, l’anno dopo erano stati condannati a sette anni di carcere al termine di processi irregolari nei quali erano state mosse contro di loro accuse false di possesso di armi da fuoco ed esplosivi, detenzione di droga e vandalismo. 

Prigionieri di coscienza (2)

Egitto – Peter Greste, uno dei tre giornalisti di Al Jazeera arrestati alla fine del 2013, condannato a sette anni di carcere per aver diffuso notizie false e aver favorito il gruppo di opposizione della Fratellanza musulmana, è stato rilasciato ed espulso i l1° febbraio 2015 verso il suo paese di origine, l’Australia.