I vincitori del Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità”

Ecco le motivazioni della giuria del Premio Amnesty, comunicate ieri sera nel corso della serata finale di “Tutti nello stesso piatto”.

La giuria decide di assegnare il Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità” a “Solar Mamas”, un’opera che mette in evidenza la tenacia, la caparbietà delle donne, la loro lotta contro il patriarcato e usi, costumi e tradizioni discriminatori.
L’esperienza raccontata nel film mostra che le vie della cooperazione allo sviluppo passano dalla tenacia, dall’originalità e dalla capacità di adattarsi alle realtà locali. “Solar Mamas” lascia un messaggio di speranza a cui è bello aggrapparsi. Allo stesso tempo, dimostra come il fatto che le donne siano obbligate a fare scelte tanto dolorose, di distanza fisica e affettiva, per poter realizzare le loro capacità sia un ulteriore ostacolo da sfidare e superare.

Decide inoltre di attribuire una menzione speciale a “Raising Resistance” per la capacità di cogliere tutti i punti di vista, per la scelta di un tema veramente globale e per la capacità di creare continui collegamenti dal particolare al globale e viceversa. E’ un film in grado di mobilitare, di far capire che senza il contributo di ciascuno e senza la disponibilità al sacrificio personale i diritti umani rischiano di restare formule vuote.

 

Stasera il vincitore del Premio Amnesty

Stasera si conclude il festival “Tutti nello stesso piatto” con due proiezioni fuori concorso e la premiazione dei vincitori dei diversi premi.

In particolare, nell’intento di diffondere i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e consapevole dell’importanza della cinematografia come mezzo di trasmissione di valori quali il rispetto e la conoscenza reciproca tra gli esseri umani, la Sezione Italiana di Amnesty International e il festival “Tutti nello stesso piatto” hanno indetto il Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità” da assegnare a opere incentrate sui diritti umani. Un’attenzione particolare è riservata alle opere ispirate ai temi della campagna “Io Pretendo Dignità”, cioè che mettono in rilievo il legame tra diritti umani e povertà. L’interesse non è orientato agli aspetti tecnici e registici, quanto piuttosto ai contenuti e alla possibilità che il lavoro presentato sensibilizzi e mobiliti le persone sul concetto che la povertà non è né naturale né inevitabile ma è il risultato di decisioni. La povertà non è solo relativa alla mancanza di risorse ma soprattutto ai comportamenti e alle scelte di chi detiene il potere.

La giuria del Premio Amnesty è composta da Emiliano Bos, Maria Cadonna, Beatrice De Blasi, Alberto Lavelli, Maria Rosa Mura, Riccardo Noury e Marco Pertile.

 

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (2)

Oggi, 25 novembre 2013, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questo giorno rappresenta un importante momento, dal punto di vista simbolico, ma anche sostanziale. Ogni persona, uomo o donna che sia, deve riflettere sulla continua crescita di violenza contro le donne. Solo nel 2013 si parla di 128 donne uccise in Italia: il femminicidio non è solo un termine, è una realtà, concreta e tragica. Sono tantissime le iniziative organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica. Amnesty partecipa a questa giornata per far sì che questo problema non sia sottovalutato o preso in considerazione solo in parte, attraverso la campagna “Ricordati che devi rispondere”. In particolare, il punto 2 della campagna chiede di fermare il femminicidio e la violenza contro le donne.  Secondo recenti ricerche, la violenza domestica nel 90% dei casi non viene denunciata, e lo stesso avviene per lo stupro. Negli ultimi dieci anni la violenza di uomini contro altri uomini è diminuita, mentre quella degli uomini contro le donne è notevolmente aumentata. Nell’80% dei casi il colpevole è una persona conosciuta dalla donna e nel 50% delle situazioni si tratta del partner o dell’ex partner. Un importante passo avanti e’ stata la ratifica da parte dell’Italia, il 19 giugno 2013, della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Inoltre, nell’ agosto 2013 è stato adottato da parte del governo un decreto legge per contrastare la violenza di genere. Amnesty International Italia chiede alle istituzioni di attuare con maggiore attenzione le raccomandazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, in particolare attraverso l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne. Si chiede, inoltre, al parlamento e al governo di investire in misura maggiore sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione attraverso i mezzi di comunicazione e di informazione, con il fine di non trasmettere una immagine stereotipata delle donne e degli uomini nei media. Fondamentale il ruolo svolto dai centri di accoglienza per donne vittime di violenza, i quali devono essere aumentati e sostenuti. Le donne non devono essere lasciate sole, devono avere la forza di denunciare le violenze subite, ma il coraggio lo si ottiene solo se da parte delle istituzioni c’è un aiuto concreto e sostanziale che permetta loro di difendersi dall’aggressione di uomini che non le rispettano.

Elena Franchini

 

Tutti nello stesso piatto – serata conclusiva

Mercoledì 27 novembre si conclude il festival “Tutti nello stesso piatto” con due proiezioni fuori concorso e la premiazione dei vincitori.

Alle 18.30 verrà  proiettato il film “I discendenti del giaguaro” (2012), un progetto della comunità indigena Sarayaku patrocinato da Amnesty International.  Il film parla di una comunità indigena dell’Amazzonia che sfida l’alleanza tra il governo e una compagnia petrolifera. La compagnia petrolifera ha occupato i loro territori senza il consenso dei membri della comunità e i Sarayaku sono determinati a difendere i propri diritti. Ora, hanno la grande opportunità di portare il loro caso davanti a una corte internazionale. Viaggeranno dall’Amazzonia al Costa Rica per difendere i propri diritti.

Al termine della proiezione interverrà Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, curatore di due blog sui diritti umani per il Corriere della Sera e per Il Fatto Quotidiano. A seguire ci sarà la proclamazione dei vincitori del festival e la giuria del Premio Amnesty assegnerà un premio speciale alla migliore opera sui Diritti Umani all’interno del Festival.

Alle 20.30 il festival verrà concluso dalla proiezione di “The Rocket” di Kim Mordaunt.

L’ingresso per la serata finale è di 5 euro (proiezione con degustazione di tagliolini freddi al pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto).

 

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (1)

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La violenza nei confronti delle donne è una delle emergenze riguardanti i diritti umani in Italia, dove  la violenza domestica, così come lo stupro, non viene denunciata in oltre il 90 per cento dei casi. Negli ultimi 10 anni, il numero di omicidi commessi da uomini contro altri uomini nel nostro paese è diminuito, mentre è aumentato il numero di donne uccise, in quanto donne, per mano di un uomo: oltre 100 ogni anno. In circa la metà dei casi il colpevole è un partner o ex partner e solo in circostanze rare si tratta di una persona sconosciuta alla donna.

Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne è una delle richieste contenute nell’Agenda in 10 punti per i diritti umani che Amnesty International Italia ha presentato nell’ambito della campagna “Ricordati che devi rispondere”, nel corso dell’ultima campagna elettorale. Tale richiesta è stata sottoscritta da tutti i leader delle formazioni che compongono l’attuale governo e da 117 parlamentari.

Anche a livello internazionale la violenza contro le donne è molto diffusa. In occasione del 25 novembre 2013 Amnesty lancia sul suo sito 3 appelli che riguardano:
– il campo di Zaatari, in Giordania, dove ogni mese si verificano casi di violenza sessuale ai danni delle rifugiate siriane;
– la violenza sessuale contro le donne in Egitto, soprattutto coloro che prendono parte alle manifestazioni;
– il caso di Miriam López, torturata e violentata nel 2011 in Messico da un gruppo di soldati, un crimine per il quale nessuno è stato ancora condannato.

Floriano Zini

 

Tutti nello stesso piatto – terza settimana

Durante  la terza settimana di festival, il gruppo Amnesty di Trento sarà presente alle proiezioni dei seguenti film:

 

Mercoledì 20 novembre, ore 19.30, Cinema Astra : “Solar Mamas” (2012, Giordania – India), regia di Jehane Noujaim e Mona Eldaief.

“È vero che le donne sono più brave degli uomini quando si tratta di uscire dalla povertà? Rafea è la seconda moglie di un beduino e vive con le sue quattro figlie in uno dei villaggi più poveri nel deserto della Giordania, sul confine con l’Iraq. viene selezionata per frequentare il barefoot College in India, che offre alle donne analfabete di mezz’età e provenienti da comunità povere di tutto il mondo la possibilità di seguire un corso di sei mesi per diventare ingegneri solari, senza bisogno di saper leggere, scrivere o capire l’inglese. Se rafea avrà successo, sarà in grado di elettrificare il suo villaggio, preparare nuovi ingegneri, e mantenere le sue figlie. troverà l’appoggio necessario, una volta tornata al villaggio? Sarà in grado di coinvolgere altre donne e a spronarle a cambiare la loro vita? e soprattutto, sarà capace di andare oltre il pensiero tradizionale della comunità beduina che la ostacola?”

 

Giovedì 21 novembre, ore 20.15, Centro Polifunzionale dell’Opera Universitaria: “Raising Resistance” (2011, Paraguay), regia di Bettina Borgfeld e David Bernet.

“Il suolo del Paraguay è perfetto per la coltivazione della soia. Negli ultimi anni, innumerevoli acri di foresta sono stati abbattuti per far spazio a questo seme ricco di proteine. La terra di Geronimo, contadino, è oggi totalmente circondata da piantagioni di soia, generosamente trattate con i pesticidi, veleni ai quali solo le piante geneticamente modificate riescono a resistere. Purtroppo, i pesticidi si diffondono anche al di là delle recinzioni dei campi di soia, sicché non solo la terra a disposizione dei campesinos è sempre più scarsa, ma diventa anche impossibile coltivarvi delle coltivazioni sane e non contaminate. In Raising Resistance, Bettina Borgfeld e David Bernet riprendono i campesinos e la loro rivolta contro l’enorme business della soia in Paraguay. Guidati da Geronimo e dalla sua solarità, occupano un pezzo di terra, cercano di sabotare i getti dei pesticidi e fanno sentire la loro voce sui media. I registi danno la parola anche ai grandi latifondisti. ”

 

Venerdì 22 novembre, ore 18.45, Centro Polifunzionale dell’Opera Universitaria: ” Bitter Seeds / Semi Amari” (2011, India), regia di Micha X. Peled.

“Secondo diverse ricerche, ogni mezz’ora un agricoltore indiano, non essendo più in grado di mantenere la propria famiglia, si toglie la vita in preda alla disperazione. toccherà anche a Ramkrishna? Coltivatore di cotone nell’epicentro della regione colpita da questa crisi di suicidi, sta lottando per tenersi stretta la propria terra. Parallelamente Manjusha, la figlia dei vicini, è decisa a scavalcare le tradizioni del paese per diventare una giornalista e la situazione drammatica di Ramkrishna rappresenta l’occasione per un suo primo incarico. Attraverso una narrazione avvincente, incentrata sulle vite dei protagonisti, il film solleva la questione essenziale dei costi umani derivanti dall’agricoltura OGM. Preceduto dai pluripremiati Store Wars e China Blue, Bitter Seeds è l’ultimo film della trilogia Globalization, di Micha Peled.”