Stasera si conclude il festival “Tutti nello stesso piatto” con due proiezioni fuori concorso e la premiazione dei vincitori dei diversi premi.
In particolare, nell’intento di diffondere i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e consapevole dell’importanza della cinematografia come mezzo di trasmissione di valori quali il rispetto e la conoscenza reciproca tra gli esseri umani, la Sezione Italiana di Amnesty International e il festival “Tutti nello stesso piatto” hanno indetto il Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità” da assegnare a opere incentrate sui diritti umani. Un’attenzione particolare è riservata alle opere ispirate ai temi della campagna “Io Pretendo Dignità”, cioè che mettono in rilievo il legame tra diritti umani e povertà. L’interesse non è orientato agli aspetti tecnici e registici, quanto piuttosto ai contenuti e alla possibilità che il lavoro presentato sensibilizzi e mobiliti le persone sul concetto che la povertà non è né naturale né inevitabile ma è il risultato di decisioni. La povertà non è solo relativa alla mancanza di risorse ma soprattutto ai comportamenti e alle scelte di chi detiene il potere.
La giuria del Premio Amnesty è composta da Emiliano Bos, Maria Cadonna, Beatrice De Blasi, Alberto Lavelli, Maria Rosa Mura, Riccardo Noury e Marco Pertile.