25 aprile a “Sulle ali della libertà”

Domani, sabato 25 aprile 2015, il gruppo di Trento di Amnesty International sarà presente a “Sulle ali della libertà”, la festa che ogni anno si svolge a Baitoni sul lago d’Idro.

Raccoglieremo firme su questi appelli:

 

Buone notizie – Aprile 2015 (4)

Prigionieri di coscienza (1)
Iran – Il 2 aprile 2015 Ghoncheh Ghavami, condannata il 2 novembre 2014 a un anno di carcere per il reato di “diffusione di propaganda contro il sistema”, poi rilasciata su cauzione il 2 novembre 2014, ha ottenuto la commutazione del residuo di condanna in una multa. Ghavami, 25 anni, era stata arrestata il 20 giugno 2014 per aver voluto assistere a una partita di pallavolo maschile.

Prigionieri di coscienza (2)
Sudan – Il 10 aprile 2015 sono stati rilasciati Farouk Abu Issa, leader dell’alleanza di opposizione denominata Forze del consenso nazionale, Amin Maki madani, presidente dell’Alleanza della societą civile sudanese, e Farah Al-Aggar, ex dirigente del Partito nazionale del congresso nello stato del Nilo azzurro. I tre oppositori politici erano stati arrestati il 6 dicembre 2014 dai servizi di sicurezza.

Pena di morte
Pakistan – Il 16 aprile 2015, dopo che erano avvenute almeno 76 esecuzioni in cinque mesi, la Corte suprema ha accolto un ricorso dell’Ordine degli avvocati e ha sospeso l’esecuzione delle condanne a morte inflitte dai tribunali militari nei confronti di imputati civili.

Libertą d’espressione
Russia – Il 15 aprile 2015 il ministero della Giustizia ha rinunciato a chiedere la chiusura dell’associazione “Osservatorio ambientalista del Caucaso del Nord” e di conseguenza la Corte suprema ha annullato una precedente sentenza di un organo di giustizia locale.

 

Buone notizie – Aprile 2015 (3)

Giustizia internazionale

Palestina – Il 1° aprile 2015 la Palestina è diventata il 123esimo stato parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. La Corte avrà giurisdizione sui crimini di guerra, sui crimini contro l’umanità e sul crimine di genocidio commessi nel territorio palestinese e nei confronti di cittadini palestinesi.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 3 aprile 2015, dopo aver trascorso quasi 30 anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione, Anthony Ray Hinton è tornato in libertà. Si è trattato del 152esimo condannato a morte a ottenere l’annullamento del verdetto dal 1976 a seguito del ritiro delle imputazioni da parte della pubblica accusa. Hinton era stato condannato a morte in Alabama nel 1986 dopo che era stato giudicato colpevole dell’omicidio di due ristoratori nel corso di altrettante rapine.

 

Buone notizie – Aprile 2015 (2)

Libertà d’espressione
 
India – Il 24 marzo 2015 la Corte suprema dell’India ha annullato la sezione 66-A della legge sulla tecnologia dell’informazione, che era stata usata numerose volte per limitare l’esercizio della libertà d’espressione online e aveva dato luogo ad arresti e condanne.
 
Pena di morte
 
Stati Uniti d’America – Debra Milke, condannata a morte nel 1989 dopo essere stata giudicata colpevole della morte del suo figlioletto di quattro anni, è tornata in libertà il 22 marzo 2015. Già nel 2013, la Corte d’appello aveva annullato la condanna a morte in quanto innocente, e ne aveva disposto la scarcerazione stabilendo un periodo di prova di due anni. Milke è stata la 151ma condannata a morte rilasciata perché innocente dal 1977, anno della ripresa delle esecuzioni.

 

Buone notizie – Aprile 2015 (1)

Prigionieri di coscienza

Azerbaigian – Il 19 marzo 2015 due dei 22 prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International sono stati rilasciati a seguito di un provvedimento di grazia presidenziale. Bashir Suleymanli, direttore del Centro per il monitoraggio delle elezioni e gli studi sulla democrazia, stava scontando una condanna a tre anni e sei mesi per “impresa illegale”, “evasione fiscale” e “abuso di potere allo scopo di influenzare le elezioni”. Era stato arrestato il 17 dicembre 2013, subito dopo aver pubblicato un rapporto sui brogli alle elezioni presidenziali dello stesso anno. Orkhan Eyyubdaze, 19 anni, attivista del movimento democratico Nida ed esponente del partito di opposizione Musavat, era stato condannato lo scorso ottobre a due anni di carcere per aver aggredito e ferito un pubblico ufficiale, quando in realtà era stato arrestato a maggio nel corso di una manifestazione del tutto pacifica.

Impunità

Bolivia – Il 23 marzo 2015 il governo ha annunciato l’intenzione di istituire una Commissione per la verità, col mandato di indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse durante le giunte militari dal 1964 al 1982. In quel periodo vi furono migliaia di arresti e torture e circa 200 sparizioni (40 delle quali avvenute all’esterno, nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra le dittature militari latinoamericane denominato Piano Condor).

 

Buone notizie – Marzo 2015 (4)

Prigionieri di coscienza

Camerun – Gerard Kuissu, giornalista online e coordinatore del gruppo per i diritti umani “Tribunale articolo 53″, arrestato il 14 marzo 2015 dopo aver incontrato una missione di Amnesty International in visita nel paese, è stato rilasciato dopo tre giorni, a seguito delle proteste dell’organizzazione e dell’azione urgente immediatamente diramata.

Campagna “Stop alla tortura”

Messico – Il 18 marzo 2015 la Corte suprema federale ha ordinato il rilascio di Alfonso Martín del Campo Dodd, condannato 23 anni prima per un doppio omicidio che aveva confessato dopo essere stato torturato.

Pena di morte

Costa d’Avorio – Il 12 marzo 2015 l’Assemblea nazionale ha approvato all’unanimità un emendamento al codice penale, che sostituisce la pena di morte col carcere a vita.

Diritti economici, sociali e culturali

Francia – Il 19 marzo 2015 la Francia è diventata il ventesimo paese ad aver ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

 

Buone notizie – Marzo 2015 (3)

Prigionieri di coscienza 

Burundi – Bob Rugurika, giornalista radiofonico d’inchiesta, è stato rimesso in libertà condizionata il 19 febbraio 2015. Non potrà lasciare il paese senza autorizzazione del giudice competente e dovrà presentarsi di fronte a lui una volta al mese. Era stato arrestato alla metà del gennaio 2015 dopo che, a settembre, aveva trasmesso un’intervista a una fonte anonima secondo la quale alti funzionari dei servizi segreti erano coinvolti nell’omicidio di tre suore italiane.

Difensori dei diritti umani

Mauritania – Mariem Cheikh, portavoce dell’Iniziativa per la rinascita abolizionista della Mauritania, è stata rilasciata il 12 marzo 2015. Era stata arrestata nella capitale Nouakchott a causa delle sue attività per denunciare e fermare la schiavitù, ancora diffusa nel paese africano nonostante da anni sia vietata per legge.