Buone notizie – Dicembre (1)

Difensori dei diritti umani (1)

Cambogia – Il 22 novembre 2013 la Corte suprema ha disposto il rilascio su cauzione di Yorm Bopha, attivista per il diritto all’alloggio e protagonista della campagna contro lo sgombero forzato della comunità del lago Boeung Kak, nella capitale Phnom Penh. Era in prigione dal 4 settembre 2012, per la pretestuosa accusa di aver pianificato l’aggressione di due uomini. Migliaia di abitanti della comunità sul lago Boeung Kak sono stati costretti con la forza ad abbandonare le loro case dal 2007, dopo che il governo aveva ceduto la terra a un’impresa privata per lo sviluppo immobiliare. L’azienda aveva riempito il lago di sabbia, provocando inondazioni che avevano distrutto le case.
[NdR: si tratta di una delle attiviste protagoniste del documentario “Even a bird needs a nest” premiato al festival “Tutti nello stesso piatto”]

Difensori del diritti umani (2)
Zimbabwe – Il 27 novembre 2013 Beatrice Mtetwa, una delle più note avvocate per i diritti umani del paese, è stata prosciolta dalla pretestuosa accusa di “aver ostacolato il corso delle giustizia”. Era stata arrestata il 17 marzo per aver preteso che le venisse mostrato un mandato ufficiale di perquisizione da parte di agenti di polizia che intendevano entrare nell’abitazione di un suo cliente.

I vincitori del Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità”

Ecco le motivazioni della giuria del Premio Amnesty, comunicate ieri sera nel corso della serata finale di “Tutti nello stesso piatto”.

La giuria decide di assegnare il Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità” a “Solar Mamas”, un’opera che mette in evidenza la tenacia, la caparbietà delle donne, la loro lotta contro il patriarcato e usi, costumi e tradizioni discriminatori.
L’esperienza raccontata nel film mostra che le vie della cooperazione allo sviluppo passano dalla tenacia, dall’originalità e dalla capacità di adattarsi alle realtà locali. “Solar Mamas” lascia un messaggio di speranza a cui è bello aggrapparsi. Allo stesso tempo, dimostra come il fatto che le donne siano obbligate a fare scelte tanto dolorose, di distanza fisica e affettiva, per poter realizzare le loro capacità sia un ulteriore ostacolo da sfidare e superare.

Decide inoltre di attribuire una menzione speciale a “Raising Resistance” per la capacità di cogliere tutti i punti di vista, per la scelta di un tema veramente globale e per la capacità di creare continui collegamenti dal particolare al globale e viceversa. E’ un film in grado di mobilitare, di far capire che senza il contributo di ciascuno e senza la disponibilità al sacrificio personale i diritti umani rischiano di restare formule vuote.

 

Stasera il vincitore del Premio Amnesty

Stasera si conclude il festival “Tutti nello stesso piatto” con due proiezioni fuori concorso e la premiazione dei vincitori dei diversi premi.

In particolare, nell’intento di diffondere i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e consapevole dell’importanza della cinematografia come mezzo di trasmissione di valori quali il rispetto e la conoscenza reciproca tra gli esseri umani, la Sezione Italiana di Amnesty International e il festival “Tutti nello stesso piatto” hanno indetto il Premio Amnesty “Io Pretendo Dignità” da assegnare a opere incentrate sui diritti umani. Un’attenzione particolare è riservata alle opere ispirate ai temi della campagna “Io Pretendo Dignità”, cioè che mettono in rilievo il legame tra diritti umani e povertà. L’interesse non è orientato agli aspetti tecnici e registici, quanto piuttosto ai contenuti e alla possibilità che il lavoro presentato sensibilizzi e mobiliti le persone sul concetto che la povertà non è né naturale né inevitabile ma è il risultato di decisioni. La povertà non è solo relativa alla mancanza di risorse ma soprattutto ai comportamenti e alle scelte di chi detiene il potere.

La giuria del Premio Amnesty è composta da Emiliano Bos, Maria Cadonna, Beatrice De Blasi, Alberto Lavelli, Maria Rosa Mura, Riccardo Noury e Marco Pertile.

 

Buone notizie – Novembre (4)

Prigionieri di coscienza (1)

Myanmar – Il 15 novembre 2013 sono stati rilasciati 69 prigionieri politici e di coscienza. Tra questi ultimi figura la nota attivista per i diritti delle donne karen Naw Ohn, che stava scontando dall’agosto 2013 una condanna a due anni di carcere e lavori forzati per aver protestato in modo pacifico contro il progetto di una miniera di rame

Prigionieri di coscienza (2)

Zimbabwe – Dopo oltre due anni di battaglie legali e di appelli di Amnesty International, il 22 novembre 2013 Abel Chikomo, direttore del Forum delle Ong per i diritti umani dello Zimbabwe, è stato prosciolto dall’accusa di aver diretto un’organizzazione illegale.

 

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (2)

Oggi, 25 novembre 2013, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questo giorno rappresenta un importante momento, dal punto di vista simbolico, ma anche sostanziale. Ogni persona, uomo o donna che sia, deve riflettere sulla continua crescita di violenza contro le donne. Solo nel 2013 si parla di 128 donne uccise in Italia: il femminicidio non è solo un termine, è una realtà, concreta e tragica. Sono tantissime le iniziative organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica. Amnesty partecipa a questa giornata per far sì che questo problema non sia sottovalutato o preso in considerazione solo in parte, attraverso la campagna “Ricordati che devi rispondere”. In particolare, il punto 2 della campagna chiede di fermare il femminicidio e la violenza contro le donne.  Secondo recenti ricerche, la violenza domestica nel 90% dei casi non viene denunciata, e lo stesso avviene per lo stupro. Negli ultimi dieci anni la violenza di uomini contro altri uomini è diminuita, mentre quella degli uomini contro le donne è notevolmente aumentata. Nell’80% dei casi il colpevole è una persona conosciuta dalla donna e nel 50% delle situazioni si tratta del partner o dell’ex partner. Un importante passo avanti e’ stata la ratifica da parte dell’Italia, il 19 giugno 2013, della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Inoltre, nell’ agosto 2013 è stato adottato da parte del governo un decreto legge per contrastare la violenza di genere. Amnesty International Italia chiede alle istituzioni di attuare con maggiore attenzione le raccomandazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, in particolare attraverso l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne. Si chiede, inoltre, al parlamento e al governo di investire in misura maggiore sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione attraverso i mezzi di comunicazione e di informazione, con il fine di non trasmettere una immagine stereotipata delle donne e degli uomini nei media. Fondamentale il ruolo svolto dai centri di accoglienza per donne vittime di violenza, i quali devono essere aumentati e sostenuti. Le donne non devono essere lasciate sole, devono avere la forza di denunciare le violenze subite, ma il coraggio lo si ottiene solo se da parte delle istituzioni c’è un aiuto concreto e sostanziale che permetta loro di difendersi dall’aggressione di uomini che non le rispettano.

Elena Franchini

 

Tutti nello stesso piatto – serata conclusiva

Mercoledì 27 novembre si conclude il festival “Tutti nello stesso piatto” con due proiezioni fuori concorso e la premiazione dei vincitori.

Alle 18.30 verrà  proiettato il film “I discendenti del giaguaro” (2012), un progetto della comunità indigena Sarayaku patrocinato da Amnesty International.  Il film parla di una comunità indigena dell’Amazzonia che sfida l’alleanza tra il governo e una compagnia petrolifera. La compagnia petrolifera ha occupato i loro territori senza il consenso dei membri della comunità e i Sarayaku sono determinati a difendere i propri diritti. Ora, hanno la grande opportunità di portare il loro caso davanti a una corte internazionale. Viaggeranno dall’Amazzonia al Costa Rica per difendere i propri diritti.

Al termine della proiezione interverrà Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, curatore di due blog sui diritti umani per il Corriere della Sera e per Il Fatto Quotidiano. A seguire ci sarà la proclamazione dei vincitori del festival e la giuria del Premio Amnesty assegnerà un premio speciale alla migliore opera sui Diritti Umani all’interno del Festival.

Alle 20.30 il festival verrà concluso dalla proiezione di “The Rocket” di Kim Mordaunt.

L’ingresso per la serata finale è di 5 euro (proiezione con degustazione di tagliolini freddi al pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto).