Grazie Amnesty

“In prigione, desideravo ardentemente vedere il mare e il cielo. Ma la libertà non può essere raggiunta solo col desiderio, occorre lottare. Ringrazio, una per una, tutte le persone che hanno preso parte alla campagna per il mio rilascio: i miei familiari, gli avvocati, gli amici, gli ex compagni di scuola, i colleghi, gli artisti e gli attivisti per i diritti umani!”

(Ericson Acosta, poeta e attivista delle Filippine, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, di cui il 31 gennaio 2013 il ministro dell’Interno ha disposto il rilascio. Era stato arrestato dall’esercito il 13 febbraio 2011 nella provincia di Samar e incriminato per la pretestuosa accusa di possesso illegale di armi).

Buone notizie: marzo

Impunità

Argentina – Il 5 marzo 2013 è iniziato il processo contro 25 presunti responsabili dell’Operazione Condor, un piano coordinato dai governi militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay per arrestare, scambiarsi e, spesso, eliminare gli oppositori durante gli anni Settanta e Ottanta. All’interno di questo piano segreto furono commesse violazioni dei diritti umani in forma generalizzata, tra cui omicidi e sparizioni forzate. I giudici argentini dovranno pronunciarsi sulla sparizione di 106 vittime, la maggior parte di nazionalità uruguaiana, ma anche boliviana, cilena, paraguaiana, argentina e, in un caso, peruviana.

Tortura

Maldive – Il 28 febbraio 2013 il presidente delle Maldive ha preso posizione sulla sentenza a 100 frustate e a otto mesi di arresti domiciliari emessa due giorni prima nei confronti di una quindicenne per il reato di “fornicazione”. Il presidente ha dichiarato che la ragazza, stuprata per anni dal padrino, dovrà essere trattata come “vittima” e non come “criminale”.

Rilasci

Iraq – Il 4 marzo 2013 il giornalista algerino-francese-australiano Nadir Dendoune ha potuto fare rientro in Francia. Dendoune, il suo interprete e l’uomo presso il quale aveva alloggiato a Baghdad erano stati scarcerati su cauzione il 14 febbraio, anche a seguito di un’azione urgente di Amnesty International. Dendoune si era recato in Iraq per conto del mensile Le Monde Diplomatique per seguire l’anniversario dell’invasione del 2003. Era stato arrestato il 23 gennaio ad al-Dura,  quartiere meridionale della capitale, apparentemente per aver scattato fotografie senza autorizzazione alla sede dei servizi di sicurezza e ad alcuni posti di blocco della polizia e dell’esercito.

Le ultime notizie di febbraio

25/02/13 – Pena di morte – Stati Uniti d’America

Il 21 febbraio 2013 una Corte federale d’appello ha sospeso, quando mancavano solo 30 minuti, l’esecuzione di  Warren Hill, un condannato a morte della Georgia.

25/02/13 – Rilasci – Sri Lanka

Il 13 febbraio 2013, su ordine del presidente Mahinda Rajapaksa, sono stati rimessi in libertà due studenti universitari arrestati il 1° dicembre 2012.

18/02/13 – Impunità – Bosnia ed Erzegovina

Il 15 febbraio 2013 la corte d’appello per i crimini di guerra di Sarajevo ha condannato quattro poliziotti serbi della città di Prijedor a pene da 15 a 22 anni di carcere per crimini contro l’umanità commessi durante la guerra del 1992-1995.

18/02/13 – Prigionieri di coscienza – Vietnam

Il 9 febbraio 2013, l’avvocato per i diritti umani Le Cong Dinh è tornato in libertà in anticipo rispetto alla condanna a cinque anni che gli era stata inflitta nel gennaio 2010.

I primi successi di Febbraio

11/02/13 – Campagna “Io pretendo dignità” – Uruguay

Il 5 febbraio 2013, l’Uruguay ha ratificato il Protocollo al Patto sui diritti economici, sociali e culturali. Grazie alla questa ratifica, la decima, il Protocollo entrerà in vigore il 5 maggio.

11/02/13 – Prigionieri di coscienza – Filippine

Ericson Acosta, poeta e attivista delle Filippine, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato il 31 gennaio 2013 su ordine del ministro dell’Interno

11/02/13 – Discriminazione in Europa – Ungheria

Il 29 gennaio 2013, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’Ungheria ha violato la Convenzione europea sui diritti umani segregando bambini rom in scuole speciali.

11/02/13 – Prigionieri di coscienza – Pakistan

Il 29 gennaio 2013 Barkat Masih, appartenente alla comunità cristiana del paese, è stato rimesso in libertà.

11/02/13 – Rilasci – Sri Lanka

Il 22 gennaio 2013 gli studenti Sanmugam Solaman e V. Bhavananadan, al centro di un’azione urgente di Amnesty International, sono stati rilasciati da un “centro di riabilitazione”.

04/02/13 – Impunità – Guatemala

Il 28 gennaio 2013 un tribunale ha stabilito che il generale Efraín Rios Montt e il suo ex capo dei servizi segreti militari, il generale Mauricio Rodríguez Sánchez, dovranno essere processati per il massacro di almeno 2000 persone negli anni Ottanta.

04/02/13 – Pena di morte – Arabia Saudita

Il 23 gennaio 2013 un tribunale di Gedda ha rifiutato di condannare Raif Badawi per apostasia, reato per il quale è prevista la pena di morte.

04/02/13 – Prigionieri di coscienza – Repubblica popolare cinese

Il 12 gennaio 2013, dopo oltre nove mesi, l’avvocato per i diritti umani Gao Zhisheng ha potuto incontrare in carcere per 30 minuti il fratello e il cognato.

04/02/13 – Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Qatar

Grazie a un’azione urgente di Amnesty International e alle pressioni del Comitato nazionale per i diritti umani in Qatar, le autorità locali hanno desistito dal rinvio forzato nel suo paese di Zaar Hamad al-Mutiry, un ex diplomatico dell’Arabia Saudita perseguitato da quando nel 2003 denunciò il sospetto che la sede diplomatica saudita in Olanda finanziasse gruppi terroristi.

04/02/13 – Diritti delle persone Lgbti – Bulgaria

A seguito di una campagna di Amnesty International, il 17 dicembre 2012 due uomini sono stati rinviati a giudizio per l’accusa di aver ucciso per motivi di omofobia uno studente di medicina, Mihail Stoyanov, il 30 settembre 2008 nella capitale Sofia.

Le migliori 12 buone notizie sui diritti umani del 2012

Dall’Ecuador all’Italia, dalla Guatemala all’Egitto fino al Messico, l’Iran e tanti altri paesi, numerose sono state le buone notizie sui diritti umani nel 2012. Leggi le migliori 12!

Ecuador – Il 4 gennaio 2012 la corte d’appello della città di Lago Agrio, nella provincia di Sucumbios, ha confermato la condanna della Chevron per disastro ecologico e danni alla salute delle parti lese. Nel febbraio 2011 il tribunale aveva ordinato alla Chevron di pagare 8 miliardi e mezzo, ma nella sentenza d’appello l’importo è raddoppiato anche perché la Chevron si è sempre rifiutata di scusarsi pubblicamente, come richiesto dalla sentenza.
Italia – Il 23 febbraio 2012 la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia nel caso Hirsi Jamaa e altri contro l’Italia. Il caso riguarda 11 cittadini somali e 13 cittadini eritrei che facevano parte di un gruppo di circa 200 persone intercettate in mare dalle autorità italiane e respinti direttamente in Libia, senza che fosse stata valutata la loro necessità di protezione internazionale: una delle operazioni di intercettamento e rinvio in Libia eseguite dalle autorità italiane nel 2009, a seguito dell’accordo bilaterale tra Italia e Libia allora in vigore.

Guatemala – Il 14 marzo 2012 Pedro Pimentel Rios, estradato dagli Usa nel luglio 2011, è stato condannato a 6060 anni di carcere per aver preso parte al massacro di Dor Erres nel 1982, che provocò la morte di oltre 250 civili. Si tratta del quinto ex militare condannato dalla giustizia guatemalteca per i fatti di Dos Erres: anche gli altri quattro hanno ricevuto una condanna a 6060 anni, equivalente a 25 anni per ogni omicidio.

Stati Uniti d’America – Il 25 aprile 2012 il governatore del Connecticut ha firmato la legge che abolisce la pena di morte. Il Connecticut è diventato il 17° stato abolizionista degli Usa.

Siria – Yaacoub Shamoun, un cittadino libanese scomparso dopo essere stato catturato dalle forze siriane in Libano nel luglio 1985, è stato rilasciato nel maggio 2012 da un carcere della regione orientale di Hasaka. Dopo il suo rapimento in Libano, Shamoun era stato portato in Siria e, per l’ultima volta, era stato visto 27 anni fa nella prigione di Saydneya, a nord di Damasco.

Egitto – Il 2 giugno 2012 un tribunale del Cairo ha condannato all’ergastolo l’ex presidente Hosni Mubarak e l’ex ministro dell’Interno Habib Al Adly per non aver prevenuto l’uccisione di oltre 840 manifestanti durante le proteste che si svolsero dal 25 gennaio all’11 febbraio 2011.

Repubblica Democratica del Congo – Il 10 luglio 2012 la Corte penale internazionale ha emesso la sua prima condanna, infliggendo 14 anni di carcere a Thomas Lubanga Dyilo, capo di un gruppo armato congolese, per aver reclutato e impiegato bambine e bambini soldato in un conflitto armato.

Messico – Il 21 agosto 2012 la Corte suprema ha giudicato incostituzionale l’articolo 57 II (a) del codice penale militare, sulla base del quale le denunce di violazioni dei diritti umani commesse da membri delle forze armate venivano indagate dalla giustizia militare.

Iran – L’8 settembre 2012 Yousef Naderkhani, un pastore protestante condannato a morte nel 2010 per apostasia, è stato assolto e, avendo terminato di scontare una precedente sentenza di tre anni per un reato d’opinione, è stato rimesso in libertà.

Slovacchia – Il 30 ottobre 2012 il tribunale regionale di Presov ha definitivamente stabilito che la scuola elementare di Sarisské Michal’any ha violato la legge istituendo classi separate per i bambini e le bambine rom.

Myanmar – Il 19 novembre 2012 sono stati rilasciati oltre 50 prigionieri politici e prigionieri di coscienza. Tra questi ultimi, U Myint Aye, cofondatore della Rete dei difensori e promotori dei diritti umani condannato nel 2008 all’ergastolo, e Saw Kyaw Kyaw Min, difensore dei diritti umani e avvocato, condannato a sei mesi nell’agosto 2012.

Nigeria – Il 15 dicembre 2012 la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha giudicato la Nigeria responsabile della violazione della Carta africana dei diritti umani e dei popoli riguardo alle condizioni di vita della popolazione del delta del fiume Niger. La Corte ha stabilito che il governo nigeriano è responsabile del comportamento delle compagnie petrolifere e che ad esso spetta chiamarle a rispondere dell’impatto ambientale del loro operato.

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