Buone notizie – Luglio 2015 (2)

Prigionieri di coscienza (1)

Camerun – Dopo la denuncia di Amnesty International, 84 minorenni arrestati alla fine del 2014 all’interno di una scuola coranica col sospetto che venissero indottrinati da Boko haram, sono stati rilasciati tra il 24 e il 30 giugno 2015.

Prigionieri di coscienza (2)

Emirati arabi uniti – Il 22 maggio 2015 Mahmoud al-Jaidar è stato graziato ed espulso verso il paese di origine, il Qatar. L’uomo, un medico, era stato arrestato il 26 febbraio 2013 senza un motivo ufficiale all’aeroporto internazionale di Dubai, capitale degli Emirati. Dopo mesi di isolamento, il 3 marzo 2014 era stato condannato a sette anni di carcere per aver dato sostegno finanziario ai familiari di un gruppo di prigionieri appartenenti all’Associazione per la riforma e la guida sociale, un movimento islamista, incriminati e condannati nel corso del 2013.

Pena di morte

Ghana – In occasione del 1° luglio, 55esimo anniversario dell’indipendenza, il presidente John Mahama ha commutato 14 condanne a morte in ergastolo.

 

Buone notizie – Luglio 2015 (1)

Campagna “Stop alla tortura”

Nigeria – Il 3 giugno 2015 l’Assemblea nazionale ha approvato la legge sul reato di tortura, come richiesto da Amnesty International. Il testo è stato trasmesso per la firma al presidente Muhammadu Buhari.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Stati Uniti d’America – Il 26 giugno 2015 la Corte suprema federale ha emesso un verdetto storico, affermando il diritto delle coppie gay e lesbiche di tutto il paese di contrarre matrimonio.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (4)

Prigionieri di coscienza

Repubblica popolare cinese – Il 31 maggio 2015 Ablikim Abdiriyim, attivista per i diritti degli uiguri, è stato rilasciato al termine della condanna a nove mesi di carcere. Sua madre, la nota attivista Rebiya Kadeer, ha ringraziato le organizzazioni per i diritti umani e la comunità internazionale per aver consentito che suo figlio rimanesse in vita e non venisse ulteriormente incriminato durante il periodo di detenzione.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (3)

Pena di morte

Pakistan – Il 9 giugno 2015, all’ultimo minuto, un giudice ha fermato per la quarta volta l’esecuzione di Shafqat Hussein. Per la giustizia del suo paese, al momento dell’omicidio che gli valse la condanna a morte aveva 23 anni. Per il suo avvocato ne aveva 14 ed era stato costretto a dichiararsi colpevole sotto tortura.

Rilasci

Emirati arabi uniti – Il 18 maggio 2015 Hamad Ali Mohammadi al-Hamadi, un ex agente dei servizi di sicurezza del Qatar, è stato rilasciato dopo 11 mesi di prigionia segreta. Era stato arrestato nel giugno 2014 con l’accusa di “offesa ai simboli del paese” attraverso la diffusione di informazioni, notizie, dicerie e fotografie su Twitter. Nel corso degli interrogatori aveva confessato – con ogni probabilità sotto tortura – di essere entrato negli Emirati arabi uniti nel 2013, di aver acquistato smartphone e schede Sim locali e di aver fornito questo materiale a suoi complici perché pubblicassero tweet offensivi nel confronti del paese.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti)

Kazakhstan – Il 18 maggio 2015 la Corte costituzionale ha giudicato incostituzionale la legge sulla “propaganda tra i minori degli orientamenti sessuali non tradizionali”. Questa legge, sul modello di quella in vigore in Russia, avrebbe vietato anche la diffusione di informazioni sui rapporto sessuali e la mera discussione di tematiche riguardanti i diritti delle persone Lgbti.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (2)

Prigionieri di coscienza

Messico – Il 28 maggio 2015 un tribunale dello stato di Quintana Roo ha ordinato il rilascio di Pedro Canché, un giornalista arrestato il 30 agosto 2014 per un’accusa di sabotaggio, poi rivelatasi infondata.

Diritti economici, sociali e culturali

Ungheria – Il 13 maggio 2015 la Corte suprema ha stabilito che il comune di Miskolc ha violato le leggi sull’uguaglianza del trattamento, sulla privacy, sulla vita familiare e sulla libertà di movimento sgomberando con la forza, dall’estate 2014, circa 160 famiglie rom dal quartiere denominato Strade numerate.

Campagna “Stop alla tortura”

Nazioni Unite – Il 22 maggio 2015 la Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione dei reati e la giustizia penale ha adottato le “Regole Mandela”, che aggiorneranno le Regole minime standard delle Nazioni Unite sul trattamento dei prigionieri, risalenti al 1955. Le “Regole Mandela” ampliano le garanzie contro la tortura, stabiliscono un periodo massimo di detenzione in isolamento di 15 giorni, ribadiscono la necessità di organismi indipendenti che visitino le carceri, richiamano l’indipendenza del personale medico e contengono minuziose indicazioni su perquisizioni corporali, ispezioni delle celle, raccolta e registrazione dei dati dei detenuti, indagini sui decessi e sulle denunce di tortura, il diritto di rappresentanza legale ecc.

 

Buone notizie – Giugno 2015 (1)

Prigionieri di coscienza (1)

Emirati Arabi Uniti – Il 15 maggio 2015 le tre sorelle al-Suwaidi (Asma, Mariam e Alyaziyah) sono state rilasciate dopo oltre tre mesi di detenzione segreta. Di loro si erano perse le tracce dal 15 febbraio, giorno in cui erano state convocate per interrogati dal comando della polizia di Abu Dhabi. Le tre donne sono sorelle di Issa al-Suwaidi, uno dei 69 prigionieri di coscienza condannati nel 2013 per aver criticato il governo e aver chiesto riforme.

Prigionieri di coscienza (2)

Angola – Il 21 maggio 2015, dopo un processo durato due mesi e una campagna di Amnesty International e di altre organizzazioni per la libertà d’espressione, il tribunale provinciale di Luanda ha prosciolto il giornalista angolano Rafael Marques de Morais da ben 24 distinte accuse di diffamazione. Nel 2011 Rafael Marques de Morais aveva pubblicato presso un editore portoghese un libro sulla corruzione e sulle violazioni dei diritti umani, chiamando in causa generali dell’esercito e imprese del settore dell’estrazione dei diamanti.

Pena di morte (1)

Suriname – Dopo la firma del presidente Desi Bouterse, il 13 aprile 2015 è entrato in vigore il nuovo codice penale che abolisce la pena di morte per tutti i reati. Il Suriname è così diventato il 100esimo paese abolizionista.

Pena di morte (2)

Stati Uniti d’America – Il 26 maggio 2015 il Nebraska è diventato il 19esimo stato abolizionista degli Usa.

Pena di morte (3)

Nigeria – Il 28 maggio 2015 il governatore uscente dello stato del Delta ha annunciato la concessione della grazia e il prossimo rilascio di Moses Akatugba, condannato erroneamente a morte nel 1995, quando aveva 16 anni, per il furto di tre cellulari. Per scongiurare la sua esecuzione e riesaminare il caso, negli ultimi 10 anni Amnesty International ha inviato centinaia di migliaia di firme alle autorità nigeriane.

Buone notizie – Maggio 2015 (4)

Campagna “Stop alla tortura” (1)

Stati Uniti d’America – Il 6 maggio 2015, 43 anni dopo il primo di circa 100 casi di tortura verificatisi a Chicago, Illinois, dal 1972 al 1991 sotto la direzione della polizia di Jon Burge, il consiglio comunale della città ha approvato una delibera che stabilisce un risarcimento in favore dei sopravvissuti. Le vittime, quasi tutti afroamericani, vennero sottoposte a torture terribili tra cui scariche elettriche sui genitali, soffocamento, simulazione di esecuzione e pestaggi ad opera di agenti di polizia bianchi.

Campagna “Stop alla tortura” (2)

Indonesia – Il 12 maggio 2015 il presidente ha graziato cinque prigionieri politici di Papua occidentale: Kimanus Winda, Jefrai Murib, Apotnalogolik Lokobal, Numbungga Telenggen e Linus Hiluka erano stati condannati nel 2003 dopo l’assalto a una base militare dell’esercito indonesiano. Amnesty International aveva più volte denunciato il rischio che venissero torturati e aveva lanciato da allora azioni urgenti per ottenere garanzie sulla loro incolumità.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Irlanda – Il 22 maggio 2015 l’Irlanda è diventata il 19esimo paese al mondo (e il
primo attraverso un referendum) ad aver introdotto nella legge l’uguaglianza dei matrimoni a prescindere dall’orientamento sessuale. Un successo storico, cui ha contribuito anche la campagna per il sì di Amnesty International Irlanda.