Buone notizie – Ottobre 2013 (5)

Pena di morte

Bielorussia – Con una decisione definita senza precedenti dagli avvocati locali per i diritti umani, il 22 ottobre 2013 la Corte suprema ha annullato la condanna a morte di Alyaksandr Haryunou. L’uomo era stato condannato alla pena capitale a giugno per l’omicidio di una studentessa. La Corte ha rinviato il caso ai tribunali inferiori sostenendo che dev’essere nuovamente esaminato a causa di irregolarità procedurali verificatesi nel corso del giudizio.

 

Buone notizie – Ottobre 2013 (3)

Difensori dei diritti umani

Bielorussia – L’11 settembre 2013 Aliaksei Shchadrou, un attivista per il diritto all’alloggio, è stato prosciolto dall’accusa di “aver agito per conto di un’organizzazione religiosa non riconosciuta” ed è stato rimesso in libertà. Era stato arrestato a giugno per aver allestito un rifugio per persone senza fissa dimora nella città di Shchyuchyn.

Prigionieri di coscienza

Egitto –  Il 6 ottobre 2013 due cittadini canadesi, il medico Tarek Loubani e il documentarista John Greyson, sono stati prosciolti da ogni accusa e rilasciati. Arrestati al Cairo il 16 agosto, un giorno dopo il loro arrivo in Egitto, i due canadesi erano stati accusati di appartenenza a banda armata, minaccia alla sicurezza e alla pace sociale, intralcio alla circolazione e alle comunicazioni e, infine, di possesso di armi da fuoco esplosivi e munizioni.

Buone notizie – Ottobre 2013 (2)

Prigionieri di coscienza
Iran – Hamis Ghassemi Shaal, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato il 23 settembre 2013. Era stato arrestato nel maggio 2008 e condannato in primo grado a morte per spionaggio. In appello, il 23 settembre, la pena è stata ridotta a cinque anni per “sedizione e collusione”, già scontati in carcere dal momento dell’arresto.

Armi
Nazioni Unite – In occasione della 68esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 25 settembre 2013 22 stati hanno firmato il Trattato sul commercio di armi. Si tratta di Angola, Barbados, Bosnia ed Erzegovina, Ciad, Colombia, Filippine, Gabon, Ghana, Honduras, Kiribati, Lesotho, ex repubblica jugoslava di Macedonia, Madagascar, Mongolia, Nauru, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Samoa, Sierra Leone, Stati Uniti d’America, Sudafrica e Zambia.  Il Trattato è stato finora firmato da 108 paesi e ratificato da sette paesi, tra cui l’Italia.

Buone notizie – Ottobre 2013 (1)

Difensori dei diritti umani

Cambogia – Il 25 settembre 2013 sono stati prosciolti e rilasciati due uomini che, nel 2005, erano stati ingiustamente condannati a 20 anni di carcere per l’omicidio del dirigente sindacale e difensore dei diritti umani Chea Vichea. Questa sentenza consentirà, secondo Amnesty International, di riaprire le indagini sull’uccisione di Vichea, assassinato a Phnom Penh nel 2004 dopo aver ricevuto numerose minacce di morte.

Armi

Italia – Il 25 settembre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva e all’unanimità il disegno di legge per la ratifica del Trattato internazionale sul commercio di armi. L’Italia è il quinto stato complessivamente, e il primo dell’Unione europea, ad aver ratificato il Trattato, che entrerà in vigore al raggiungimento della 50ma ratifica.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

Israele – Il 16 settembre 2013 l’Alta corte di giustizia ha stabilito che la detenzione fino a tre anni, prevista dalla Legge sulla prevenzione delle infiltrazioni, è illegale e in contrasto coi principi della dignità e della libertà.

Impunità

Sierra Leone – Il 26 settembre 2013 la Camera degli appelli della Corte speciale per la Sierra Leone ha confermato la condanna a 50 anni di carcere per l’ex presidente liberiano Charles Taylor, che in primo grado nel maggio 2012 era stato giudicato colpevole di 11 gravi crimini di diritto internazionale nel conflitto che sconvolse negli anni Novanta la Sierra Leone.

 

Buona notizia – L’Italia ratifica il Trattato internazionale sul commercio di armi

Armi – Italia

Il 25 settembre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva e all’unanimità il disegno di legge per la ratifica del Trattato internazionale sul commercio di armi. L’Italia è il quinto stato complessivamente, e il primo dell’Unione europea, ad aver ratificato il Trattato, che entrerà in vigore al raggiungimento della 50ma ratifica.

La ratifica del Trattato è stata una delle 10 richieste dell’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia di Amnesty International. Sostieni gli altri punti!

 

Buone notizie – Settembre 2013 (4)

Prigionieri di coscienza (1)

Iran – Nasrin Sotoudeh, avvocata per i diritti umani, prigioniera di coscienza adottata da Amnesty International, è stata rilasciata il 18 settembre 2013. Nel settembre 2010 era stata condannata a sei anni di carcere a causa delle sue attività in favore dei diritti umani. Insieme a lei sono stati scarcerate altre otto donne: l’attivista per la parità di genere Mahboubeh Karami, la giornalista Mahsa Amrabadi, la cristiana convertita Maryam Jalili, Mitra Rahmati, Farah Vazehan, Jila Makvandi (sostenitrice delle Madri del Parco Laleh) e Kefayat Malakmohammadi. E’ stato anche rilasciato Mohsen Aminzadeh, ex vice-ministro degli esteri sotto l’amministrazione Khatami e sostenitore di Mir Hossein Mousavi alle presidenziali del 2009, dopo le quali fu arrestato.

Prigionieri di coscienza (2)

Ciad – Eric Topona, segretario generale del Sindacato dei giornalisti del Ciad, è stato rilasciato il 19 agosto 2013 dopo aver ricevuto la sospensione della condanna a tre anni che gli era stata inflitta per diffamazione. Era stato arrestato il 6 maggio con l’accusa di aver messo in pericolo l’ordine costituzionale. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in suo favore.

Prigionieri di coscienza (3)

Oman – Sultan al-Saadi, attivista online, è stato rilasciato senza alcuna accusa il 20 agosto 2013. Era stato arrestato il 29 luglio e tenuto in isolamento per settimane, durante le quali era stato interrogato su un account di Twitter dietro il quale, secondo le autorità, egli si celava. Durante il periodo di detenzione, né la famiglia né il suo avvocato hanno potuto incontrarlo. Ha subito maltrattamenti, compresa la falsa notizia che la famiglia lo aveva abbandonato e che aveva approvato la decisione d’imprigionarlo.