Buone notizie – Ottobre 2015 (2)

Pena di morte

Iran – Il 30 settembre 2015 un tribunale ha annullato la condanna a morte inflitta nel 2013 a un uomo di 31 anni, Soheil Arabi, per aver offeso l’Islam attraverso i suoi post su Facebook. Al posto della condanna a morte, Arabi dovrà scontare 90 giorni di carcere, leggere 13 testi sacri e studiare teologia per due anni.

Diritti economici, sociali e culturali

Kenya – Il 29 settembre 2015 l’Autorità per le infrastrutture stradali urbane del Kenya ha accettato di sospendere lo sgombero forzato di 3000 abitanti dell’insediamento informale “Deep Sea” (Mare profondo) della capitale Nairobi. Lo sgombero avrebbe dovuto essere eseguito per consentire la costruzione di una strada, il cui progetto è cofinanziato dall’Unione europea.

 

Buone notizie – Ottobre 2015 (1)

Prigionieri di coscienza

Thailandia – Il 15 settembre 2015 Pravit Rojanaphruk, giornalista del quotidiano di lingua inglese “The Nation”, è stato rilasciato dopo due giorni di detenzione. Era stato arrestato il 13 settembre quando, convocato per interrogatori, era stato accusato di aver scritto articoli “contrari agli sforzi per mantenere l’ordine pubblico” da parte della giunta militare al potere e “in grado di causare confusione e incomprensione” nell’opinione pubblica.

Buone notizie – Settembre 2015 (5)

Prigionieri di coscienza

Egitto – Il 23 settembre 2015, a seguito di un decreto presidenziale di amnistia, sono stati rilasciati 100 prigionieri, tra i quali i due giornalisti di al-Jazeera Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, la difensora dei diritti delle donne Yara Sallam e gli attivisti Sana Seif e Omra Hazek, che avevano sfidato il divieto di manifestare.
 

Buone notizie – Settembre 2015 (3)

Prigionieri di coscienza

Bielorussia – Il 22 agosto 2015 il presidente Alexandr Lukashenko ha graziato per “principi umanitari” l’ex candidato presidenziale Mikalai Statkevich, gli attivisti dell’opposizione Mikalai Dziadok, Ihar Alinevich, Artsiom Prakapenka e Yauhen Vaskovich e l’attivista per i diritti dell’ambiente Yury Rubtsou, tutti prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International.

Campagna “Stop alla tortura”

Sudan – Cinque delle 10 ragazze di religione cristiana arrestate nel luglio 2015 per “abbigliamento indecente” sono state assolte e rilasciate tra luglio e agosto 2015. Si tratta di Ishraga James, Mawaheb Suleiman, Inas Mohammed, Seema Ali Osman  e Hala Ibrahim (quest’ultima di soli 15 anni). Altre tre (Lasra Omer, Ulthan Omer e Wigdan Abdalla) hanno pagato un’ammenda di 50 sterline sudanesi e sono state a loro volta rilasciate. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in loro favore, che continua per ottenere il rilascio anche di Ferdous Al Toum (condannata a 20 frustate e a 500 sterline di multa) e di Rehab Omer Kalkoum (condannata a 500 sterline di multa), che hanno presentato appello contro il verdetto di primo grado.

Buone notizie – Settembre 2015 (2)

Prigionieri di coscienza

Thailandia – Il 1° settembre 2015 Alan Morison e Chutima Sidasathian, rispettivamente direttore e redattore del portale online Phuketwan, sono stati prosciolti dalle accuse di diffamazione nei confronti della Marina militare e di violazione della Legge sui reati telematici. I due giornalisti erano stati incriminati per aver riportato sul loro sito un paragrafo tratto da un articolo della Reuters, vincitore del premio Pulitzer nel 2013, relativo al coinvolgimento della Thailandia nel traffico di migranti rohingya provenienti da Myanmar.

Diritti economici, sociali e culturali (1)

Qatar – Il 16 agosto 2015 sono entrate in vigore norme che prevedono il pagamento regolare dei salari e un meccanismo di ispezioni che dovrebbe, se applicato correttamente, scongiurare o sanzionare le peggiori forme di sfruttamento delle lavoratrici domestiche e dei lavoratori impegnati nella costruzione degli impianti dei campionati mondiali di calcio del 2022. Manodopera in entrambi i casi formata da migranti.

Diritti economici, sociali e culturali (2)

Serbia – Il 20 agosto 2015 il governo ha sospeso la demolizione delle case di 53 famiglie rom residenti nell’insediamento informale di Grmec, nel comune di Zemun. A tutte le famiglie sotto minaccia di sgombero, è stata promessa una sistemazione alternativa. La vice prima ministra e ministra per le Costruzioni Zorana Mihajlovic ha informato Amnesty International che è stato costituito un gruppo di lavoro per elaborare e introdurre una legislazione per garantire che in futuro eventuali sgomberi saranno eseguiti nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani.

 

Buone notizie – Settembre 2015 (1)

Difensori dei diritti umani

Marocco / Sahara Occidentale – Dopo 10 anni di attesa, il 25 agosto 2015 il governo del Marocco ha ufficialmente riconosciuto l’Associazione sahraoui delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani.

Prigionieri di coscienza

Ciad – Il 28 luglio 2015 Djeralar Mianekol, attivista per i diritti sulla terra, è stato rilasciato su decisione della corte d’appello di Moundou, che ha annullato la sentenza di primo grado con cui, il 30 giugno, era stato condannato a due anni di carcere per aver accusato di corruzione il potere giudiziario in un’intervista rilasciata a una radio.

Diritti dei minori

Repubblica Centrafricana – Il 12 agosto 2015, 24 ore dopo un rapporto di Amnesty International che accusava i caschi blu di stupri e uccisioni indiscriminate di minorenni, il capo della missione delle Nazioni Unite nel paese ha rassegnato le dimissioni.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 25 agosto 2015 un giudice federale ha sospeso tutte le esecuzioni in programma nel Mississippi, accogliendo il ricorso di tre condannati a morte circa l’uso di nuove e non sperimentate sostanze per l’iniezione letale.