Azione Urgente Colombia

 COLOMBIA:  Il governo deve contrastare i paramilitari

Amnesty International ha lanciato un’azione urgente, in scadenza il 25 ottobre prossimo, relativa a gravi violazioni dei diritti umani che colpiscono difensori dei diritti umani e popolazioni indigene in Colombia. In particolare, si tratta di attivarsi a favore delle comunità di ascendenza africana che vivono nel bacino del rio Cacarica (l’azione urgente è disponibile qui).

Nel febbraio 1997, nel corso della “Operación Génesis” coordinata dalla XVII Brigata, i paramilitari  sgomberavano con la forza più di 3.000 appartenenti alle comunità di ascendenza africana del bacino del rio Cacarica. Nonostante questo, già nei primi anni del 2000, la maggioranza degli sfollati, che si trovavano dislocati nella municipalità di Turbo, dipartimento di Antioquia, e in altre zone, iniziarono il loro rientro.

Per garantire la propria sicurezza, tenuto conto delle costanti minacce di morte e delle violazioni dei diritti umani che i membri delle comunità subivano da parte delle forze di sicurezza e dei paramilitari loro alleati, gli abitanti della comunità crearono due “zone umanitarie”: “Esperanza en Dios” e “Nueva Vida”, lottando con caparbietà per il loro diritto, in quanto civili, a non essere coinvolti nel conflitto interno in corso.

Dal loro rientro nel Cacarica all’inizio degli anni 2000, tali comunità hanno continuato ad affrontare costanti minacce di morte e violazioni dei diritti umani. Questa situazione è stata recentemente presa in esame nel corso di un’udienza che si è tenuta nell’aprile 2013 davanti alla Corte interamericana dei diritti umani che si occupa della “Operación Génesis”. Le operazioni paramilitari sono avvenute contemporaneamente alla lotta della popolazione di quelle comunità a difesa dei loro diritti, contro gli interessi economici di industrie estrattive e i conseguenti progetti di costruzione di infrastrutture.

Durante il lungo conflitto armato in Colombia, membri delle organizzazioni dei diritti umani, sindacalisti e altri collaboratori di organizzazioni sociali sono stati spesso etichettati dalle forze di sicurezza e dai paramilitari come simpatizzanti o sostenitori della guerriglia. Di conseguenza, questi attivisti sono frequentemente vittime di omicidi, minacce o sparizioni forzate. Anche i gruppi guerriglieri, d’altro canto, minacciano o uccidono attivisti dei diritti umani perché li considerano alleati del nemico.

Chiediamo quindi di attivarsi, firmando e inviando l’azione urgente che potete trovare sul sito di Amnesty International. Se siete interessati agli appelli e alle azioni di Amnesty International, potete contattare il gruppo di Trento scrivendo all’indirizzo gr150@amnesty.it.

 

Francesco Bridi
Referente per il gruppo Amnesty 150 di Trento
del Coordinamento America Latina

 

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