Buone notizie – Marzo 2017 (1)

Prigionieri di coscienza (1)

Uzbekistan – Dopo 18 anni di carcere duro, il 22 febbraio 2017 Muhammad Bekzhanov, il giornalista in prigione da più tempo al mondo, è stato rilasciato. Bekzhanov era in carcere dal luglio 1999, con la falsa accusa di aver collaborato all’organizzazione di una serie di attentati orditi dall’esilio dal capo del partito di opposizione Erk. Bekzhanov era il capo redattore del quotidiano del partito. In un mese di interrogatori in isolamento e sotto tortura, mediante pestaggi, soffocamenti e uso della corrente elettrica, gli inquirenti lo convinsero a rilasciare una “confessione” che gli costò una condanna a 15 anni di carcere. Bekzhanov avrebbe dovuto essere rilasciato nel 2014 ma poco prima della scadenza della pena fu condannato ad altri quattro anni e otto mesi per una presunta violazione del regolamento interno della colonia penale di Kasan, dove era detenuto. Amnesty International aveva adottato Bekzhanov sin dal 1999 e aveva inserito il suo caso nella campagna “Stop alla tortura” lanciata nel 2014.

Prigionieri di coscienza (2)

Messico – Il 21 febbraio la Procura generale della Repubblica ha emesso una sentenza di riconoscimento ufficiale dell’innocenza e di scuse in favore di tre donne native, Jacinta Francisco Marcial, Alberta Alcántara Juan e Teresa González Cornelio.
Le tre donne erano state arrestate nel marzo 2006 con la falsa accusa di aver sequestrato sei agenti della polizia federale e avevano trascorso tre anni in carcere prima di essere scagionate. La sentenza sarà pubblica e, particolare di grande importanza, è stata pronunciata all’interno del Museo Nazionale di Antropologia e Storia, “per rivendicare l’identità delle donne native”, come ha sottolineato la Procura. Hanno partecipato anche le tre donne, insieme a Mario Patrón Sánchez, direttore del Centro per i diritti umani “Miguel Agustin pro Juárez”, che ha difeso le tre donne fino al riconoscimento della loro innocenza.

Prigionieri di coscienza (3)

Russia – Il 22 febbraio 2017, su decisione della Corte suprema, è tornato in libertà Ildar Dadin, il primo attivista condannato sulla base degli emendamenti del 2014 alla legge sulle manifestazioni. Dadin, già agli arresti domiciliari dal 30 gennaio al 7 dicembre 2015, era stato condannato a tre anni di carcere per le reiterate violazioni della legge.

Pena di morte

Stati Uniti d’America – Il 12 febbraio 2017 una corte d’appello ha commutato in ergastolo la condanna a morte inflitta nel 1996 a Phillip Antwan Davis. Davis, un afroamericano reo confesso dell’omicidio di due parenti, era stato condannato alla pena capitale da una giuria composta da soli bianchi.