Prigionieri di coscienza (1)
Azerbaigian – Il 19 aprile 2016 Leyla e Arif Yunus, la coppia di noti dissidenti rilasciata per motivi di salute e già adottata da Amnesty International, sono arrivati in Olanda dove hanno riabbracciato la loro figlia Dinara, già rifugiata politica.
Prigionieri di coscienza (2)
Myanmar – Il 17 aprile 2015 il direttore del quotidiano “Unità” Tint San e i quattro suoi giornalisti Lu Maw Naing, Yarzar Oo, Paing Thet Kyaw e Sithu Soe sono stati rilasciati a seguiti di una grazia presidenziale. I cinque operatori dell’informazione erano stati arrestati tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2014 a seguito della pubblicazione di un articolo su una presunta fabbrica segreta di armi chimiche. In primo grado erano stati condannati a 10 anni per “diffusione di segreti di stato”, “ingresso in una zona limitata per motivi di sicurezza” e “riprese fotografiche in una zona limitata per motivi di sicurezza”. In appello, la condanna era stata ridotta a sette anni. Amnesty International li aveva adottati come prigionieri di coscienza.
Campagna “Più diritti più sicurezza”
Stati Uniti d’America – Il 16 aprile 2016 nove prigionieri di nazionalità yemenita sono stati rilasciati dal centro di detenzione di Guantánamo e trasferiti in Arabia Saudita. A Guantánamo restano altri 89 detenuti.