Prigionieri di coscienza
Azerbaigian – Il 29 marzo 2016 è stato rilasciato Intigam Aliyev, avvocato per i diritti umani e prigioniero di coscienza di Amnesty International. Nell’aprile 2015, era stato condannato a sette anni e mezzo di carcere a seguito delle false accuse di evasione fiscale, abuso di potere e attività imprenditoriali illecite. Ora restano in carcere altri sette prigionieri di coscienza.
Campagna “Stop alla tortura”
Filippine – Il 29 marzo 2016, per la prima volta dall’entrata in vigore della legge contro la tortura del 2009, un agente di polizia è stato condannato per tortura. La pena inflitta dal tribunale di Pampanga è di due anni e un mese, oltre a un risarcimento di circa 2000 euro. La vittima, Jerryme Corre, era stata fermata nel gennaio 2012 a un posto di blocco e portata in un centro di polizia dove era stata picchiata, sottoposta a scariche elettriche e minacciata di morte. Amnesty International aveva segnalato il suo caso in un rapporto del dicembre 2013, nell’ambito della campagna mondiale “Stop alla tortura”.
Sparizioni
Messico – Il 10 marzo 2016 cinque soldati della Marina militare sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver preso parte alla sparizione forzata di Armando del Bosque Villareal, un uomo di 33 anni arrestato nell’agosto 2013 nello stato di Nuevo León e ritrovato morto due mesi dopo nei pressi di una base della Marina. Amnesty International aveva sollecitato a lungo l’incriminazione.
Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate
Tunisia – Il 3 marzo 2016 sei persone condannate in primo grado a tre anni di prigione il 10 dicembre 2015 per “sodomia”, sono tornate in libertà dopo che una corte d’appello ha ridotto la condanna a un mese (già scontato). In appello è stato anche annullato il divieto di risiedere nella città di Kairouan, dove i sei erano stati arrestati, nel corso di una festa, il 2 dicembre 2015. Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in loro favore.