Prigionieri di coscienza (1)
Myanmar – A seguito di un’amnistia annunciata il 22 gennaio 2016, 16 prigionieri di coscienza sono tornati in libertà. Tredici di loro sono esponenti della comunità Michaungkan, che alla fine dello scorso anno erano stati condannati a sette mesi di carcere per aver preso parte a manifestazioni pacifiche su una serie di terreni contesi. Gli altri tre sono Naung Naung, membro del Movimento della forza democratica, condannato nell’ottobre 2014 a due anni e quattro mesi di carcere per manifestazione non autorizzata: Philip Blackwood, condannato nel marzo 2015 a due anni e mezzo di carcere per aver promosso il suo bar utilizzando un’immagine di Buddha con gli auricolari; e Naing Ye Wai, condannato nell’ottobre 2015 a nove mesi di carcere per manifestazione non autorizzata e diffamazione.
Prigionieri di coscienza (2)
Marocco – Il giornalista Hicham Mansouri è stato rilasciato il 17 gennaio 2016 dopo aver trascorso 10 mesi in carcere per la pretestuosa accusa di complicità in adulterio. Il reale motivo della sua persecuzione ha a che fare con l’impegno di Mansouri nella promozione del giornalista investigativo.
Detenzione amministrativa
Israele / Territori palestinesi occupati – Mohammad Ghait, Fadi Abbasi e Jabar Mukkaber, tre palestinesi 17enni di Gerusalemme Est, sono stati rimessi in libertà il 19 gennaio 2016, al termine dei tre mesi di detenzione amministrativa cui erano stati condannati. E’ prassi comune, al contrario, che i periodi di detenzione amministrativa vengano via via rinnovati. I tre minorenni erano accusati di “costituire una grave e severa minaccia alla sicurezza di Israele” e di essere “attivisti violenti”, per aver lanciato pietre contro veicoli della polizia e aver incitato a fare altrettanto dai loro profili Facebook.