Prigionieri di coscienza (1)
India – Khurram Pervez, noto difensore dei diritti umani dello stato del Jammu e Kashmir, è stato rilasciato il 30 novembre 2016, cinque giorni dopo che l’alta corte dello stato aveva giudicato illegale la sua detenzione. Era stato arrestato il 16 settembre e accusato di aver incitato i partecipanti a una manifestazione a lanciare pietre contro le forze di polizia, circostanza neanche menzionata nei rapporti di polizia.
Prigionieri di coscienza (2)
Gambia – Il 5 dicembre 2016 Ousainou Darboe, leader del Partito democratico unito, è stato rilasciato insieme ad altri 18 attivisti politici dell’opposizione condannati il 20 luglio a tre anni di carcere solo per aver preso parte a una manifestazione pacifica. Ulteriori 12 attivisti sono stati rilasciati il 6 dicembre.
Detenzione amministrativa
Israele – Il 2 ottobre 2016 Abed al-Rahman Awad Kmail, un palestinese di Jenin arrestato il 4 febbraio, è stato rilasciato dopo che un giudice ha stabilito di non rinnovare ulteriormente l’ordinanza di detenzione amministrativa.
Diritti sessuali e riproduttivi
Irlanda – Il 30 novembre 2016 il ministro della Salute Simon Harris ha dichiarato che il governo risarcirà Amanda Mellet per i danni a lei causati dalla legislazione, estremamente restrittiva, in materia di aborto. Nel 2011, durante la gravidanza ad Amanda Mellet venne diagnosticata una malformazione letale del feto. Poiché la legge le impediva di abortire, per interrompere la gravidanza fu costretta a recarsi nel Regno Unito. Come riconosciuto anche dal Comitato delle Nazioni unite sui diritti umani nel suo primo giudizio in materia, negandole la possibilità di abortire l’Irlanda sottopose Amanda Mallet a una “intensa sofferenza fisica e mentale”, equivalente a un trattamento crudele inumano e degradante, e violò al contempo il suo diritto alla riservatezza.